
Peso aumentato dopo lunga immobilità: cosa mangiare
Domanda di una donna
"Ho 63anni 4figli e fino a due anni fa pesavo 52kg. Sono sempre andata in palestra perché ero una insegnante di educazione fisica. Non ho lavorato molto perché non sapevo a chi lasciare i figli così ho scelto la famiglia. Ma quando sono cresciuti sono tornata ad allenarmi. Però nel 2021 ho fatto la prima protesi all'anca dx dopo 6mesi ho fatto la seconda. Però sembrava non fosse venuta bene. Mi ha mandato in sofferenza la schiena dove ci sono parecchie ernie migranti. Mi hanno curato malissimo alla terapia del dolore imbottitura di farmaci fino ad arrivare agli oppiacei. Mi hanno fatto stare ferma x due anni portando le stampelle x quindici mesi. Un disastro. Non mi hanno fatto fare la fisioterapia perché i dolori erano molto forti. Poi mi sono incazzata con tutti questi signori lì ho mandati a quel paese. Ho iniziato a fare una fisioterapia attiva ho tolto tutti i farmaci ma il peso è rimasto. Sono 64kg sto lavorando molto con la fisioterapia ma è come imparare a camminare ci vuole ancora tempo. Dammi x favore qualche consiglio alimentare considera che io ho sempre mangiato sano. Grazie"
Risposta di Dott.ssa Gabriella Vico
7 marzo 2026 · Aggiornata il 26 marzo 2026
Revisione medica a cura di Dott.ssa Stefania Mazzone, Medico • Laurea in Medicina e Chirurgia
Riassunto della risposta
Dopo due anni di immobilità forzata la priorità non è mangiare meno, ma ricostruire la massa muscolare perduta attraverso un apporto proteico adeguato, intorno a 1,2-1,5 grammi per chilo al giorno, distribuito su più pasti. Dosare i carboidrati in base al movimento reale della giornata e curare l'idratazione completa il quadro per riprendere in mano la situazione senza restrizioni inutili.
Dodici chili in due anni di immobilità forzata, dopo una vita intera passata a muoverti, non sono un semplice "aumento di peso". Sono il risultato di un corpo che ha perso massa muscolare stando fermo, ha rallentato il proprio metabolismo sotto l'effetto dei farmaci, e ha cambiato composizione anche se magari l'alimentazione non è cambiata poi molto. Questo è il punto che spesso non viene considerato: non è detto che tu abbia mangiato di più, ma il tuo corpo ha speso molto meno, e lo ha fatto per mesi e mesi.
Chi viene da una vita attiva come la tua, con un passato da insegnante di educazione fisica e anni di allenamento, ha un vantaggio enorme che non si perde mai del tutto: la memoria muscolare e la capacità del corpo di rispondere allo stimolo quando torna. Ma c'è un errore che vedo fare spesso in situazioni come questa, e voglio parlartene subito perché riguarda proprio l'alimentazione.
L'errore è pensare che per perdere quei chili serva mangiare poco. Dopo due anni di immobilità e una perdita importante di massa muscolare, il metabolismo basale si è abbassato in modo significativo. Se a questo aggiungi una restrizione calorica troppo marcata, il corpo reagisce proteggendo ancora di più le riserve di grasso e sacrificando ulteriormente il muscolo. È il contrario di quello che ti serve. Quello che ti serve adesso è ricostruire, non togliere.
Dal punto di vista nutrizionale, il primo aspetto su cui lavorare è l'apporto proteico. Con la perdita di massa muscolare che hai subito, e con il lavoro di fisioterapia attiva che stai facendo, le proteine diventano il macronutriente più importante della tua giornata. Nella mia esperienza con donne over 60 in fase di recupero motorio, l'apporto che funziona meglio si aggira intorno a 1,2-1,5 grammi per chilo di peso corporeo al giorno. Per te significa circa 75-90 grammi di proteine distribuite nell'arco della giornata. Non concentrate in un unico pasto, perché il corpo ne assimila una quantità limitata per volta, ma suddivise su colazione, pranzo, cena e almeno uno spuntino.
Concretamente: uova a colazione (anche 2, con del pane integrale), pesce o carne bianca a pranzo, legumi o latticini magri a cena, e uno spuntino con yogurt greco o una manciata di frutta secca. Tu dici che hai sempre mangiato sano, e ci credo. Ma "mangiare sano" e "mangiare in modo adatto a questa fase della tua vita" sono due cose diverse. Molte donne che seguo mangiano bene in senso generico: tanta verdura, poca roba fritta, porzioni contenute. Però hanno un apporto proteico troppo basso e un eccesso di carboidrati semplici che non si rendono conto di consumare. Pane, crackers, frutta in quantità, un po' di pasta la sera. Niente di sbagliato in sé, ma lo sbilanciamento verso i carboidrati a scapito delle proteine rallenta il recupero muscolare e mantiene il peso stabile anche quando si mangia "poco".
Il secondo aspetto riguarda i pasti e la loro struttura. Ogni pasto dovrebbe avere tre componenti: una fonte proteica, una porzione di verdure (crude o cotte), e una quota di carboidrati complessi calibrata sull'attività che fai quel giorno. Nei giorni in cui fai fisioterapia attiva, puoi permetterti una porzione normale di cereali integrali o patate. Nei giorni di riposo, riduci leggermente quella quota e aumenta i grassi buoni: olio extravergine, avocado, frutta secca. Non si tratta di eliminare i carboidrati, ma di dosarli in base a quanto il tuo corpo li usa davvero.
C'è un altro aspetto che voglio toccare, perché lo vedo spesso trascurato: l'idratazione e il suo effetto sulla ritenzione idrica. Dopo un periodo lungo di immobilità e di assunzione di farmaci importanti, il corpo tende a trattenere liquidi. Bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, lontano dai pasti principali, e ridurre il sale aggiunto (attenzione ai cibi confezionati, anche quelli apparentemente sani) può fare una differenza visibile già nelle prime settimane. Non sulla bilancia necessariamente, ma su come ti senti e su come i vestiti ti stanno.
Quello che stai facendo adesso, la fisioterapia attiva e la decisione di togliere i farmaci, è esattamente la direzione giusta. Man mano che il movimento tornerà a essere più fluido, il tuo corpo ricomincerà a rispondere. E con un'alimentazione costruita per sostenere il recupero muscolare, i risultati arriveranno. Se vuoi avere un quadro preciso di dove sei oggi e di come il tuo metabolismo sta funzionando dopo questi due anni, il bilancio metabolico è uno strumento utile per capire da dove partire senza andare a tentativi. E se senti il bisogno di un supporto strutturato che tenga conto della tua situazione specifica, è esattamente il tipo di lavoro che faccio nel mio programma di coaching personalizzato con le donne che seguo.
Un'ultima cosa. Non guardare solo il numero sulla bilancia. Con il lavoro che stai facendo, parte di quei 64 chili potrebbe redistribuirsi in modo molto diverso nei prossimi mesi. Il peso potrebbe scendere lentamente, ma la composizione del tuo corpo può cambiare prima e meglio di quanto pensi.
Questo contenuto ha finalità educative e informative e si rivolge a donne in buona salute che desiderano migliorare la propria forma fisica. Non sostituisce il parere di un medico o di un professionista sanitario. Se hai una condizione diagnosticata o sospetta, consulta il tuo medico prima di modificare la tua alimentazione o il tuo programma di allenamento.
Fonti scientifiche
Bruusgaard JC et al. (2010). Myonuclei acquired by overload exercise precede hypertrophy and are not lost on detraining.. Proc Natl Acad Sci U S A.
I risultati suggeriscono che i mionuclei acquisiti durante l'allenamento vengono mantenuti anche dopo atrofia prolungata, costituendo la base cellulare della memoria muscolare.
Deutz NE et al. (2014). Protein intake and exercise for optimal muscle function with aging: recommendations from the ESPEN Expert Group.. Clin Nutr.
I risultati suggeriscono che negli anziani malnutriti o a rischio, l'apporto proteico raccomandato è di 1,2-1,5 g/kg/die per contrastare la sarcopenia.
Booth FW et al. (2017). Role of Inactivity in Chronic Diseases: Evolutionary Insight and Pathophysiological Mechanisms.. Physiol Rev.
I risultati suggeriscono che l'inattività fisica accelera la perdita di massa muscolare e fitness cardiovascolare, contribuendo direttamente a oltre 35 malattie croniche.
Snijders T et al. (2020). The concept of skeletal muscle memory: Evidence from animal and human studies.. Acta Physiol (Oxf).
I risultati suggeriscono che la permanenza dei mionuclei dopo ipertrofia facilita una ricrescita muscolare più efficiente durante il riallenamento, supportando il concetto di memoria muscolare.
Batsis JA, Villareal DT. (2018). Sarcopenic obesity in older adults: aetiology, epidemiology and treatment strategies.. Nat Rev Endocrinol.
I risultati suggeriscono che l'obesità sarcopenica negli anziani richiede strategie combinate di restrizione calorica moderata, integrazione proteica ed esercizio di resistenza.
Chi ha risposto

Gabriella Vico
Personal Trainer per donne ed esperta in nutrizione
Specialista nella nutrizione e nell'allenamento femminile, con una doppia laurea in Scienze Motorie e Scienze della Nutrizione Umana.
Ex pallavolista professionista di Serie A, aiuta le donne a ritrovare la forma con allenamenti da casa e un'alimentazione equilibrata. Ha lavorato con migliaia di donne in oltre 15 anni di esperienza.
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