
Tonificare con problemi articolari da sport agonistico
Domanda di una donna
"Ciao Gabriella mi chiamo Sara ed ho già seguito un tuo corso di Body Beach. Il mio obiettivo principale è eliminare le culotte de cheval, alzare i glutei e tonificare tutto il corpo, premetto che ho sempre fatto sport a livello agonistico ma, negli ultimi anni, mi sono allenata da sola per cui mi servirebbe qualcosa di più mirato. Ho un problema ad una spalla che non mi consente, ad esempio, di fare il plank laterale. Inoltre ho un problema ad un ginocchio che non posso molto sforzare, credo che il tutto sia legato al fatto che ho sempre fatto ginnastica artistica e comincio a risentire di diversi problemi comprese le caviglie. A casa ho sia le cavigliere che lo step. Premetto anche che sono una biologa nutrizionista per cui dal punto di vista alimentare vado abbastanza bene ma mi serve abbinare un allenamento fatto su misura per me."
Risposta di Dott.ssa Gabriella Vico
22 marzo 2026
Revisione medica a cura di Dott.ssa Stefania Mazzone, Medico • Laurea in Medicina e Chirurgia
Riassunto della risposta
Con un passato in ginnastica artistica, le tue articolazioni hanno bisogno di lavoro muscolare intenso ma a basso stress articolare, che è anche il più efficace per glutei e culotte de cheval. Esercizi come ponte glutei, abduzioni laterali con cavigliera e squat parziale ti permettono di lavorare in modo mirato senza sovraccaricare spalla, ginocchio e caviglie. Quello che ti serve ora è una programmazione strutturata e adattata al corpo che hai oggi.
Chi ha fatto ginnastica artistica a livello agonistico conosce bene il proprio corpo, ma spesso sottovaluta quanto quegli anni di carico abbiano lasciato il segno sulle articolazioni. E il fatto che tu te ne stia accorgendo adesso, dopo anni di allenamento autonomo, è in realtà un segnale positivo: significa che il corpo ti sta chiedendo un approccio diverso, non meno intenso ma più intelligente.
Il punto centrale della tua situazione non è la mancanza di allenamento. È la mancanza di programmazione adattata. Allenarsi da sole, quando si ha un buon background atletico, funziona per un po'. Poi il corpo cambia, le articolazioni iniziano a rispondere diversamente e gli stessi esercizi che prima davano risultati diventano o inefficaci o controproducenti. Spalla, ginocchio, caviglie: sono le tre articolazioni che nella ginnastica artistica subiscono più stress cumulativo, e il fatto che tutte e tre ti diano problemi contemporaneamente conferma che non si tratta di singoli infortuni isolati ma di un quadro di usura articolare da carico ripetuto negli anni.
Quello che osservo spesso con le ex atlete è un errore specifico: continuano ad allenarsi come se il loro corpo fosse ancora quello dei vent'anni. Scelgono esercizi ad alto impatto, posizioni che richiedono stabilità articolare massima e movimenti esplosivi. Ma il corpo di una donna che ha fatto agonismo per anni ha bisogno di qualcosa di molto diverso. Ha bisogno di lavoro muscolare intenso con stress articolare ridotto. E questa combinazione non è un compromesso al ribasso: è proprio il tipo di allenamento che produce i risultati estetici che cerchi, cioè glutei più alti, meno accumulo laterale sulle cosce, tono generale migliore.
Per le culotte de cheval e il lavoro sui glutei, la buona notizia è che gli esercizi più efficaci in assoluto sono anche quelli che rispettano di più le tue limitazioni. Il ponte glutei a terra, con tutte le sue varianti (singola gamba, con fermo in alto, con cavigliera sulla coscia come resistenza), non coinvolge né ginocchio né spalla in modo significativo. Lo stesso vale per le abduzioni laterali da sdraiata con cavigliera, che lavorano esattamente sulla zona laterale della coscia dove si forma l'accumulo che vuoi ridurre. Puoi aggiungere gli slanci posteriori in quadrupedia, a patto di non iperestendere il polso della spalla che ti dà problemi: se senti fastidio, appoggiati sugli avambracci anziché sui palmi. Lo step che hai a casa è utile per i salita alternata con focus sul gluteo, ma ti consiglio di usarlo a un'altezza moderata per non sovraccaricare il ginocchio nella fase di spinta.
Per il tono generale del corpo, il discorso cambia un po'. La spalla ti limita su tutti gli esercizi in appoggio e in sospensione, quindi il plank laterale è fuori, ma anche il plank frontale potrebbe darti fastidio nel tempo. Un'alternativa che funziona molto bene è il lavoro isometrico da posizione supina: il dead bug, per esempio, ti permette di attivare tutto il core senza alcun carico sulla spalla. Per la parte superiore del corpo puoi lavorare con elastici a resistenza leggera o media, che ti consentono di controllare l'arco di movimento e fermarti prima del punto in cui la spalla protesta. Le alzate laterali con elastico, le tirate al mento parziali e le estensioni per i tricipiti sono tutti movimenti che puoi calibrare con precisione.
Il ginocchio richiede un'attenzione specifica. Eviterei gli affondi profondi e lo squat sotto il parallelo, almeno finché non hai una valutazione chiara di cosa limita esattamente quel ginocchio. Ma lo squat parziale, fermandoti a metà discesa, con il peso ben distribuito sui talloni, è quasi sempre tollerato bene e lavora comunque su quadricipiti e glutei. Se anche quello ti dà fastidio, concentrati sugli esercizi a catena aperta come le estensioni da seduta con cavigliera, che isolano il muscolo senza comprimere l'articolazione.
Essendo biologa nutrizionista hai già un vantaggio enorme su tutta la parte alimentare, e non mi metto certo a spiegarti come gestire i macronutrienti. L'unica cosa che aggiungo, perché la vedo spesso anche nelle professioniste della nutrizione quando si tratta del proprio corpo, è che l'apporto proteico tende a essere sottostimato quando l'obiettivo è la ricomposizione corporea piuttosto che la perdita di peso. Quando vuoi tonificare senza necessariamente dimagrire, servono stimolo muscolare adeguato e proteine sufficienti a sostenere quel lavoro. Ma su questo sai già come muoverti meglio di molte persone.
Quello che ti manca davvero, e lo dici tu stessa, è la struttura dell'allenamento. Sapere quali esercizi fare è una cosa, avere una progressione settimanale pensata per il tuo corpo, con le giuste varianti e i giusti tempi di recupero per articolazioni che hanno bisogno di attenzione, è un'altra. È esattamente il tipo di lavoro che faccio nel mio programma di coaching personalizzato, dove costruisco il piano sulle possibilità reali di ogni donna, non su un modello generico. Se vuoi avere prima un quadro chiaro di dove sei oggi dal punto di vista della composizione corporea e del metabolismo, il bilancio metabolico è un buon punto di partenza per capire su cosa concentrare il lavoro.
Con il tuo background atletico e le tue competenze nutrizionali, hai già due pilastri solidi. Ti manca il terzo: un programma che rispetti il corpo che hai oggi, non quello che avevi in pedana.
Questo contenuto ha finalità educative e informative e si rivolge a donne in buona salute che desiderano migliorare la propria forma fisica. Non sostituisce il parere di un medico o di un professionista sanitario. Se hai una condizione diagnosticata o sospetta, consulta il tuo medico prima di modificare la tua alimentazione o il tuo programma di allenamento.
Chi ha risposto

Gabriella Vico
Personal Trainer per donne ed esperta in nutrizione
Specialista nella nutrizione e nell'allenamento femminile, con una doppia laurea in Scienze Motorie e Scienze della Nutrizione Umana.
Ex pallavolista professionista di Serie A, aiuta le donne a ritrovare la forma con allenamenti da casa e un'alimentazione equilibrata. Ha lavorato con migliaia di donne in oltre 15 anni di esperienza.
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