
Premenopausa, intolleranze e sovrappeso: da dove ripartire
Domanda di una donna
"Ho 50 anni peso 83 kg alta 1metro e 60 sono in fase premenopausa. Negli ultimi anni un disastro ...aumento di peso farmaci e situazioni difficili che ho dovuto gestire mi hanno portato a in sovrappeso , nn faccio più movimento un corpo che nn mi piace e nn accetto di vedermi , allergie sopratutto il nickel ,pomodoro, legumi, cereali ,arachidi, crostacei, molluschi, tollero farro ,quinoa ,miglio ,l'integrale se nn preso tutti i giorni qualcosa posso inserire altrimenti partono coliche intestinali intollerante al lattosio e zucchero nn sono diabetica anche se ho familiarità e nelle gravidanze è uscito il diabete gestazionale curato con insulina. Ecco questa sono io e in questo periodo lo ammetto da sola nn riesco fare nulla .il mio obbiettivo tornare almeno ai 65 kg e tonificare e dove è possibile scoplire il corpo ho ginocchio e spalla dx un po compromessi faccio tutto ma cerco di nn strafare con carico motivo in più per essere seguita . Mi sento bloccata ,rigida , poca resistenza Nel giro di boa voglio rinascere ritrovare il mio corpo .mi scuso per essermi dilungata ma se nn spiego poi rischio di dover sospendere ."
Risposta di Dott.ssa Gabriella Vico
6 marzo 2026
Revisione medica a cura di Dott.ssa Stefania Mazzone, Medico • Laurea in Medicina e Chirurgia
Riassunto della risposta
Sapere esattamente cosa tolleri e cosa no è già un vantaggio enorme, anche se ora ti sembra il contrario. Costruire una rotazione alimentare con gli alimenti che puoi mangiare, alzare la quota proteica e riprendere il movimento con un allenamento di forza controllato e rispettoso delle tue articolazioni è la strada concreta per sbloccare la situazione senza peggiorarla.
Quando le intolleranze alimentari riducono drasticamente la lista di ciò che puoi mangiare, il primo istinto è togliere ancora di più per dimagrire. E questo è esattamente il meccanismo che peggiora tutto: meno varietà, meno nutrienti, metabolismo che rallenta, corpo che accumula.
Quello che descrivi è una situazione che conosco bene, perché lavoro spesso con donne nella tua stessa fase della vita che si ritrovano con un corpo cambiato, una lista di alimenti "vietati" che sembra infinita e la sensazione di non sapere più da dove cominciare. La buona notizia concreta è che avere le idee chiare sulle tue intolleranze è già un vantaggio enorme, anche se adesso ti sembra il contrario. Molte donne non sanno nemmeno perché stanno male dopo i pasti: tu lo sai. Questo significa che si può costruire un piano alimentare preciso attorno a quello che il tuo corpo tollera davvero, senza andare a tentoni.
Partiamo da un punto che spesso viene sottovalutato. Con intolleranza al nichel, al lattosio, ai legumi, a diversi cereali e allo zucchero, il rischio reale non è mangiare troppo: è mangiare troppo poco e troppo male. Quando le opzioni si riducono, si finisce per ruotare sempre gli stessi tre o quattro alimenti, spesso poveri di proteine e di micronutrienti. Il corpo in premenopausa ha già di suo una tendenza a perdere massa muscolare e trattenere grasso, soprattutto nella zona addominale. Se a questo aggiungi un'alimentazione monotona e carente, il metabolismo si abbassa ulteriormente e il peso non si muove, anche mangiando poco.
Il punto centrale, nel tuo caso, è ricostruire una base alimentare solida con gli alimenti che tolleri. Farro, quinoa, miglio: sono tre fonti di carboidrati che puoi usare come rotazione. Non tutti i giorni lo stesso, ma alternandoli, e questo vale anche per l'integrale che dici di tollerare a piccole dosi. La rotazione è la chiave quando si hanno intolleranze multiple, perché riduce il carico su ogni singolo alimento e ti permette di ampliare quello che mangi senza scatenare reazioni. Sulle proteine, dato che i legumi e i crostacei sono fuori, devi puntare su carne bianca, pesce (quello che tolleri), uova se non ti creano problemi, e eventualmente proteine del riso in polvere come supporto pratico nei giorni in cui fai più fatica a raggiungere la quota proteica. Non come sostituto dei pasti, ma come integrazione concreta.
Quello che osservo nella pratica con donne che hanno il tuo profilo è che la quota proteica fa la differenza più grande sia sulla composizione corporea sia sulla fame durante la giornata. Puntare ad almeno 1,2-1,4 grammi di proteine per chilo di peso corporeo obiettivo (quindi calcolato sui 65 kg che vuoi raggiungere, non sugli 83 attuali) ti dà un riferimento concreto: parliamo di circa 80-90 grammi di proteine al giorno, distribuite su tre pasti. Sembra tanto, ma con pesce, carne bianca, uova e un eventuale supporto in polvere si raggiunge senza difficoltà.
Per il movimento, il ginocchio e la spalla compromessi non sono un motivo per restare ferma, sono un motivo per muoverti in modo intelligente. A casa, con il tuo peso corporeo e magari un paio di elastici di resistenza diversa, puoi fare moltissimo. Il lavoro più utile per te adesso non è quello ad alto impatto: è un allenamento di forza controllato, lento, con movimenti che rispettino le tue articolazioni. Pensa a squat a parete con la schiena appoggiata (tolgono carico dal ginocchio), affondi ridotti nel range di movimento, ponte glutei a terra, rematore con elastico tenendo il braccio vicino al corpo per proteggere la spalla. Inizia con due sessioni a settimana da 25 minuti, non di più. Il tuo corpo adesso ha bisogno di riattivarsi gradualmente, non di essere spinto al limite. La resistenza tornerà, ma ci vuole pazienza nelle prime settimane.
C'è un aspetto che voglio affrontare direttamente: dici che da sola non riesci a fare nulla. Questo non è un fallimento personale. Quando il corpo cambia per motivi che non dipendono dalla tua volontà (farmaci, situazioni difficili, cambiamenti ormonali), la sensazione di non riconoscersi è normale e paralizzante. Ma il blocco che senti non è fisico: è la mancanza di una struttura chiara e di qualcuno che ti dica esattamente cosa fare, passo dopo passo, tenendo conto di tutto quello che hai descritto. È esattamente il tipo di lavoro che faccio nel mio programma di coaching personalizzato, dove costruisco il percorso attorno alla situazione reale di ogni donna, intolleranze e limitazioni fisiche comprese.
Per capire dove sei oggi dal punto di vista del metabolismo e della composizione corporea, il bilancio metabolico è un primo passo concreto: ti permette di avere un quadro chiaro prima di iniziare qualsiasi percorso, così non si lavora alla cieca. L'obiettivo di 18 kg è assolutamente realistico, ma va costruito con tempi giusti. Non parliamo di settimane: parliamo di un percorso di mesi, dove il peso scende in modo costante mentre il corpo si ricompone. E i primi cambiamenti che noterai non saranno sulla bilancia, ma su come ti senti quando ti muovi, su come dormi, su quanta energia hai durante il giorno.
Non ti sei dilungata troppo. Hai fatto esattamente la cosa giusta: spiegare tutto. Perché è da lì che si parte davvero.
Questo contenuto ha finalità educative e informative e si rivolge a donne in buona salute che desiderano migliorare la propria forma fisica. Non sostituisce il parere di un medico o di un professionista sanitario. Se hai una condizione diagnosticata o sospetta, consulta il tuo medico prima di modificare la tua alimentazione o il tuo programma di allenamento.
Fonti scientifiche
Greendale GA et al. (2019). Changes in body composition and weight during the menopause transition. JCI Insight.
I risultati suggeriscono che il corpo in premenopausa ha una tendenza a perdere massa muscolare e trattenere grasso, soprattutto nella zona addominale
Leidy HJ et al. (2015). The role of protein in weight loss and maintenance. The American Journal of Clinical Nutrition.
I risultati suggeriscono che un apporto proteico di almeno 1,2 g/kg migliora la composizione corporea e la sazietà nelle donne in fase di dimagrimento
Drisko J et al. (2006). Treating irritable bowel syndrome with a food elimination diet followed by food challenge and probiotics. Journal of the American College of Nutrition.
I risultati suggeriscono che la dieta a rotazione riduce il carico antigenico e migliora la tolleranza in soggetti con intolleranze alimentari multiple
Moro T et al. (2023). Effects of resistance training on body composition and muscle strength in middle-aged and older women: a systematic review and meta-analysis. Sports Medicine.
I risultati suggeriscono che l'allenamento di forza a bassa velocità e controllato è efficace per migliorare la composizione corporea e preservare la massa muscolare nelle donne in menopausa e premenopausa
Trexler ET et al. (2014). Metabolic adaptation to weight loss: implications for the athlete. Journal of the International Society of Sports Nutrition.
I risultati suggeriscono che un'alimentazione monotona e carente in micronutrienti contribuisce a un abbassamento del metabolismo basale durante la restrizione calorica
Chi ha risposto

Gabriella Vico
Personal Trainer per donne ed esperta in nutrizione
Specialista nella nutrizione e nell'allenamento femminile, con una doppia laurea in Scienze Motorie e Scienze della Nutrizione Umana.
Ex pallavolista professionista di Serie A, aiuta le donne a ritrovare la forma con allenamenti da casa e un'alimentazione equilibrata. Ha lavorato con migliaia di donne in oltre 15 anni di esperienza.
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