
Mangio poco ma ingrasso: il problema dei pasti irregolari
Domanda di una donna
"Ciao ho 34 anni e da un anno a questa parte ho messo su 5 chili (ora peso 67) La mia colazione verso le 7 30 è di latte d'avena e cereali (i cereali sono integrali oppure i classici per i bambini) raramente spuntino, l'orario del pranzo è mooolto variabile più di una volta mi è capitato di finire il pranzo per le 15.00, pomeriggio niente spuntini tranne ora che è inverno e mi prendo qualche taza di tisana drenante, cena sempre da agosto 2022 sempre solo verdure e qualche tipo di pesce. Non mangio carne,le salse nemmeno,succhi o bibite no, the o caffè sempre senza zucchero. Quando ho il ciclo crisi d'astinenza per i dolci e poi il fine settimana mi piace bere e mangiare la pizza o panini con le Patatine"
Risposta di Dott.ssa Gabriella Vico
31 marzo 2026
Revisione medica a cura di Dott.ssa Stefania Mazzone, Medico • Laurea in Medicina e Chirurgia
Riassunto della risposta
Mangiare troppo poco durante la settimana è proprio quello che alimenta le perdite di controllo nel weekend e durante il ciclo. Il tuo corpo riceve troppo poco nei giorni feriali, si adatta rallentando il dispendio e poi accumula di più quando finalmente arriva l'abbondanza. La soluzione è mangiare di più e meglio dal lunedì al venerdì, non stringere ancora di più nel weekend.
Mangiare poco durante la settimana e poi "cedere" nel weekend non è mancanza di volontà. È la risposta prevedibile di un corpo che durante i giorni feriali riceve troppo poco, soprattutto nella seconda parte della giornata.
Guardando come sono organizzati i tuoi pasti, il problema non è quello che mangi. È come è distribuito il cibo nell'arco della giornata. La colazione è leggera, lo spuntino manca quasi sempre, il pranzo arriva a volte alle 15, il pomeriggio è vuoto, e la cena da oltre un anno è solo verdure e pesce. Questo schema crea delle finestre molto lunghe in cui il corpo riceve pochissima energia. E quando succede in modo cronico, il metabolismo si adatta: rallenta il dispendio, aumenta la tendenza ad accumulare grasso e amplifica la fame nei momenti in cui finalmente ti concedi qualcosa. Le crisi di dolci durante il ciclo e le abbuffate del weekend non sono il tuo problema. Sono la conseguenza di quello che succede dal lunedì al venerdì.
C'è un meccanismo che osservo continuamente nelle donne che seguo e che vale la pena capire bene. Quando l'apporto calorico è troppo basso per troppo tempo, soprattutto se concentrato in pochi momenti della giornata, il corpo entra in una specie di modalità di risparmio. Non brucia meno perché "si è rotto qualcosa", ma perché si adatta a quello che riceve. Riduce la termogenesi, cioè il calore prodotto dalla digestione, abbassa il livello di attività spontanea (ti muovi meno senza accorgertene), e soprattutto diventa molto più efficiente nel trasformare in riserva quello che arriva nei momenti di abbondanza. Ecco perché la pizza del sabato e i dolci durante il ciclo pesano di più di quanto dovrebbero: il tuo corpo li intercetta come un'occasione rara e li stocca.
L'errore più comune che vedo in situazioni come la tua è pensare che la soluzione sia togliere anche il weekend. Stringere ancora di più. Eliminare la pizza, rinunciare ai dolci, resistere con più forza. Non funziona così. Se togli anche quello, il corpo si adatta ancora di più, la fame nervosa peggiora e dopo qualche settimana ti ritrovi punto e a capo, con più frustrazione e magari qualche chilo in più. La direzione giusta è l'opposta: devi mangiare di più durante la settimana, non di meno nel weekend.
Partiamo dalla cena, che è il punto più critico. Verdure e pesce ogni sera da agosto 2022 significa che da quasi due anni la tua cena apporta pochissime calorie e, soprattutto, quasi zero carboidrati. I carboidrati alla sera non fanno ingrassare, questo è un mito duro a morire. Quello che succede quando li elimini sistematicamente è che il corpo produce più cortisolo nelle ore notturne, il sonno peggiora in qualità e la fame del giorno dopo aumenta. Prova ad aggiungere alla cena una porzione di carboidrati complessi: riso, patate, pane integrale, legumi. Anche 60-70 grammi di riso pesato a crudo fanno una differenza enorme sulla qualità del sonno e sulla gestione della fame il giorno dopo.
Il pranzo alle 15 è un altro nodo. Quando il pranzo si sposta così tardi e la colazione è stata leggera, arrivi al pasto principale con 7-8 ore di semi-digiuno alle spalle. A quel punto il corpo è già in modalità risparmio e qualsiasi cosa mangi viene gestita diversamente rispetto a un pranzo fatto a un orario regolare. Se il tuo lavoro non ti permette di pranzare prima, la soluzione è inserire uno spuntino vero a metà mattina, non una tisana. Qualcosa che contenga proteine e un po' di grassi: uno yogurt greco con della frutta secca, un pezzetto di pane con dell'avocado, anche un piccolo panino. Questo tiene attivo il metabolismo e fa arrivare al pranzo senza quel vuoto che poi porta a mangiare troppo o troppo in fretta.
Sulla colazione: latte d'avena e cereali non è una cattiva scelta, ma è una colazione quasi tutta carboidrati con pochissime proteine. I cereali "classici per bambini" poi hanno un indice glicemico alto, che crea un picco di zuccheri seguito da un calo rapido. Risultato: dopo due ore hai di nuovo fame, ma siccome non fai spuntino, tieni duro fino al pranzo tardivo. Prova ad aggiungere una fonte proteica alla colazione: dello yogurt greco, un uovo, oppure della frutta secca. Una colazione con almeno 15 grammi di proteine cambia completamente la gestione della fame nelle ore successive.
Le tisane drenanti, detto con sincerità, non hanno un effetto reale sulla composizione corporea. Se ti piacciono come bevanda calda d'inverno, perfetto. Ma non aspettarti che "drenino" nulla: la ritenzione idrica si gestisce con un'alimentazione regolare, un buon apporto proteico e un'idratazione costante con acqua semplice, non con le tisane. È uno di quei falsi amici che danno l'impressione di fare qualcosa di utile senza cambiare nulla nella pratica.
Quello che ti descrivo è lo stesso approccio che uso nel mio programma di coaching personalizzato: prima si sistema la struttura alimentare, poi si lavora sul resto. Perché finché il corpo è in modalità restrizione cronica, qualsiasi altro intervento ha un effetto limitato. Se vuoi avere un quadro più chiaro di dove sei oggi e di quanto il tuo metabolismo sia effettivamente rallentato, il bilancio metabolico è un buon punto di partenza.
I 5 chili che hai preso non sono il segno che stai sbagliando tutto. Sono il segno che il tuo corpo sta reagendo a uno schema alimentare che, per quanto disciplinato sembri, gli sta dando troppo poco nei momenti sbagliati. La buona notizia è che si risolve mangiando meglio, non mangiando meno.
Questo contenuto ha finalità educative e informative e si rivolge a donne in buona salute che desiderano migliorare la propria forma fisica. Non sostituisce il parere di un medico o di un professionista sanitario. Se hai una condizione diagnosticata o sospetta, consulta il tuo medico prima di modificare la tua alimentazione o il tuo programma di allenamento.
Chi ha risposto

Gabriella Vico
Personal Trainer per donne ed esperta in nutrizione
Specialista nella nutrizione e nell'allenamento femminile, con una doppia laurea in Scienze Motorie e Scienze della Nutrizione Umana.
Ex pallavolista professionista di Serie A, aiuta le donne a ritrovare la forma con allenamenti da casa e un'alimentazione equilibrata. Ha lavorato con migliaia di donne in oltre 15 anni di esperienza.
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