
Menopausa: perché pancia, braccia e schiena non dimagriscono
Domanda di una donna
"Ciao Sono Silvia e dopo tanti anni ho ripreso ad andare in palestra 2/3 volte a settimana da 3 mesi e risultati si stanno già vedendo faccio molta fatica sulle braccia e sulla pancia e schiena a ridurmi rispetto il resto del corpo fa più fatica a scendere ho 50 anni e sono in menopausa da un anno vorrei avere braccia e pancia come la tua, ho molto seno...e vorrei che rimanesse tonico ..ho eliminato i carboidrati e le farine perché mi gonfiano parecchio anche quelle integrali le diete mi svuotano e muoio sempre di fame ...😭 Allora ho deciso di seguire Life120 no carboidrati e non sento molta fame e ho tanta energia ah non riesco ,peso 80 da 56 che ero e sono alta 1.67cm grazie."
Risposta di Dott.ssa Gabriella Vico
7 aprile 2026
Revisione medica a cura di Dott.ssa Stefania Mazzone, Medico • Laurea in Medicina e Chirurgia
Riassunto della risposta
Dopo la menopausa il grasso si ridistribuisce verso pancia, braccia e schiena, e queste zone sono semplicemente le ultime a rispondere al deficit calorico. Eliminare tutti i carboidrati può sembrare efficace all'inizio, ma alza il cortisolo e rallenta il metabolismo, alimentando proprio l'accumulo che vuoi contrastare. Meglio reintrodurre carboidrati a basso indice glicemico in modo mirato e puntare su un lavoro di forza progressivo per la parte superiore del corpo.
Il fatto che dopo tre mesi di palestra i risultati si vedano già su alcune zone ma non su pancia, braccia e schiena non è un caso, e non dipende dal fatto che ti stai allenando male. Quello che stai osservando ha una spiegazione precisa legata a come cambia la distribuzione del grasso corporeo con l'arrivo della menopausa.
Quando gli estrogeni calano in modo significativo, il corpo femminile tende a ridistribuire il grasso spostandolo dalla zona di fianchi e cosce verso l'addome, la parte alta della schiena e le braccia. È un cambiamento che molte donne notano proprio nel primo anno di menopausa: il corpo sembra diverso anche a parità di peso, perché il grasso si deposita in zone dove prima non c'era. Queste aree sono anche quelle dove il tessuto adiposo risponde più lentamente al deficit calorico, perché hanno una densità recettoriale diversa. Non è che non rispondono: rispondono per ultime. Il corpo segue una gerarchia nel mobilizzare il grasso, e le zone ormonalmente più "sensibili" in questa fase della vita sono le ultime a svuotarsi.
Quello che mi preoccupa di più nella tua situazione, però, non è la lentezza di queste zone. È l'eliminazione completa dei carboidrati. E ti spiego perché con molta franchezza.
Capisco perfettamente la logica: i carboidrati ti gonfiano, le diete classiche ti lasciano affamata, e con questo approccio senti più energia e meno fame. È una sensazione reale. Ma nella mia esperienza con donne in menopausa, l'eliminazione totale dei carboidrati crea un problema specifico nel medio periodo: il metabolismo si adatta al ribasso, la tiroide rallenta la conversione di T4 in T3, e il cortisolo tende a salire. Il cortisolo alto è esattamente il fattore che favorisce l'accumulo di grasso addominale e nella parte alta del corpo. Quindi il rischio concreto è che stai alimentando proprio il meccanismo che vorresti contrastare.
Il gonfiore che senti con i carboidrati non significa che devi eliminarli tutti. Significa che devi scegliere quelli giusti e posizionarli nel momento giusto. Riso basmati, patate dolci, avena decorticata, quinoa: sono fonti che nella maggior parte dei casi vengono tollerate molto meglio delle farine, anche integrali. Il punto non è "carboidrati sì o no", ma quali carboidrati, in che quantità e quando. Molte delle donne che seguo dopo i 50 anni ottengono i risultati migliori con una quota moderata di carboidrati concentrata nel pasto serale, perché questo favorisce la produzione di serotonina e migliora la qualità del sonno. E il sonno, in menopausa, è uno dei fattori più sottovalutati per la composizione corporea.
C'è un altro aspetto su cui voglio essere diretta. Parti da 80 kg per 167 cm: questo significa che hai un percorso di ricomposizione corporea importante da fare, e le scorciatoie alimentari estreme tendono a funzionare nei primi mesi per poi bloccare tutto. Quello che osservo nella pratica è che le donne che eliminano un intero macronutriente perdono peso inizialmente, poi si trovano in stallo con un metabolismo più lento di prima e meno margine per continuare a scendere. A quel punto, reintrodurre i carboidrati fa riprendere peso rapidamente, non perché i carboidrati facciano ingrassare, ma perché il corpo ha abbassato il suo dispendio. È un circolo che si può evitare partendo con un'alimentazione completa e sostenibile fin dall'inizio.
Per quanto riguarda il seno, devi sapere che il seno è composto in gran parte da tessuto adiposo, quindi durante un dimagrimento è normale che si riduca un po'. Non puoi decidere dove il corpo perde grasso. Quello che puoi fare è lavorare sulla muscolatura pettorale e sulla postura della parte alta del corpo per dare più sostegno e un aspetto più tonico. Esercizi come i piegamenti sulle ginocchia, le croci con piccoli manubri e il pullover sono molto utili per questo. Ma l'idea di mantenere il seno esattamente com'è mentre perdi 20 o più chili non è realistica: meglio saperlo subito che restare deluse dopo.
Sulla palestra, tre mesi sono un buon inizio e il fatto che tu veda già dei cambiamenti è positivo. Il mio consiglio è di assicurarti che il tuo programma includa lavoro con sovraccarico progressivo sulla parte superiore del corpo: non solo ripetizioni leggere con pesetti, ma carichi che ti portino vicina al limite nelle ultime ripetizioni. La muscolatura di braccia, spalle e schiena risponde bene allo stimolo di forza, e più massa muscolare costruisci in quelle zone, più il tessuto appare compatto e definito anche prima che il grasso si riduca completamente. Se ti alleni solo con carichi leggeri e molte ripetizioni, stai lavorando sulla resistenza ma non stai dando al corpo lo stimolo necessario per rimodellare davvero quelle zone.
Quello che ti suggerirei come primo passo concreto è di reintrodurre una porzione moderata di carboidrati a basso indice glicemico, partendo dal pasto serale, e osservare come risponde il tuo corpo nell'arco di due settimane. Se il gonfiore non peggiora e la fame resta sotto controllo, hai trovato un equilibrio migliore. Capire dove sei oggi dal punto di vista del metabolismo può aiutarti a impostare le cose nel modo giusto fin da subito: il bilancio metabolico serve proprio a questo, a darti un quadro chiaro da cui partire senza andare a tentativi.
Il percorso che hai davanti è assolutamente fattibile, ma richiede una strategia che tenga conto della tua fase ormonale, non che la ignori. È esattamente il tipo di lavoro che faccio nel mio programma di coaching personalizzato, dove alimentazione e allenamento vengono costruiti insieme attorno alla situazione reale di ogni donna. A 50 anni il corpo cambia le regole: la cosa intelligente è cambiare strategia di conseguenza, non combattere con restrizioni sempre più rigide.
Questo contenuto ha finalità educative e informative e si rivolge a donne in buona salute che desiderano migliorare la propria forma fisica. Non sostituisce il parere di un medico o di un professionista sanitario. Se hai una condizione diagnosticata o sospetta, consulta il tuo medico prima di modificare la tua alimentazione o il tuo programma di allenamento.
Chi ha risposto

Gabriella Vico
Personal Trainer per donne ed esperta in nutrizione
Specialista nella nutrizione e nell'allenamento femminile, con una doppia laurea in Scienze Motorie e Scienze della Nutrizione Umana.
Ex pallavolista professionista di Serie A, aiuta le donne a ritrovare la forma con allenamenti da casa e un'alimentazione equilibrata. Ha lavorato con migliaia di donne in oltre 15 anni di esperienza.
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