
Grasso addominale post-operatorio che non va via
Domanda di una donna
"Sono Martina e cerco di perdere peso da molto tempo, seguo e ho seguito anche delle diete ma non riesco: all'inizio di ogni dieta ho perso 3kg in 1 mese, ma poi piano piano li riprendevo sempre. Mi alleno e seguo diete ma i kili e soprattutto il grasso sull'adipe scende con molta difficoltà. Il grasso si accumula principalmente sulla pancia, ma anche su cosce e braccia. Vorrei riuscire ad avere la pancia piatta che non vedo più ormai da 5 anni. Il motivo dell'accumulo iniziale del grasso è stata un'operazione che ho fatto che ha sregolarizzato i miei ormoni e che quindi mi ha portato ad accumulare grasso con più facilità. Gli ormoni li regolarizzo attraverso delle pillole ma non riesco più a mandar via quel grasso assunto dopo l'operazione."
Risposta di Dott.ssa Gabriella Vico
4 aprile 2026
Revisione medica a cura di Dott.ssa Stefania Mazzone, Medico • Laurea in Medicina e Chirurgia
Riassunto della risposta
Quel ciclo di perdere e riprendere sempre gli stessi 3 chili indica che stai perdendo acqua e massa magra, non grasso, e ogni tentativo abbassa ulteriormente il tuo metabolismo. Lo sblocco parte dal ricostruire il metabolismo con un'alimentazione sostenibile, più proteine e un allenamento di forza progressivo al posto del cardio. Confrontati anche con il medico che ti segue per la parte ormonale.
Il fatto che tu perda sempre quei 3 kg iniziali per poi riprenderli è un segnale molto preciso: non stai perdendo grasso, stai perdendo acqua e massa magra. E ogni volta che questo ciclo si ripete, il tuo corpo diventa un po' più resistente al dimagrimento successivo. È quello che nella mia pratica chiamo l'effetto delle diete a rimbalzo, e nel tuo caso si sovrappone a una situazione ormonale che rende tutto più complicato.
Partiamo da qui: quando gli ormoni vengono alterati da un intervento e poi regolati con una pillola, il corpo trova un nuovo equilibrio. Ma questo equilibrio non è necessariamente lo stesso di prima. Il metabolismo si adatta, la distribuzione del grasso cambia, e soprattutto cambia il modo in cui il corpo risponde alle restrizioni caloriche. Quello che funzionava cinque anni fa, prima dell'operazione, oggi non funziona più. Non perché tu stia sbagliando qualcosa, ma perché il tuo corpo oggi è diverso e ha bisogno di una strategia diversa.
L'errore che vedo più spesso in situazioni come la tua è proprio questo: si continua a provare lo stesso tipo di approccio, cioè dieta restrittiva più allenamento generico, aspettandosi che prima o poi funzioni. Ma se ogni volta perdi 3 kg e li riprendi, il problema non è la tua costanza. Il problema è il metodo. Ogni ciclo di restrizione seguito da recupero del peso abbassa progressivamente il tuo dispendio energetico a riposo. Il corpo impara a funzionare con meno calorie, e quando torni a mangiare normalmente, quelle calorie "in più" vanno dritte nelle riserve di grasso. Soprattutto nella zona addominale, che è la più sensibile alle fluttuazioni ormonali.
La prima cosa su cui lavorerei con te non è togliere calorie, ma ricostruire il metabolismo. Questo significa smettere di pensare alla dieta come a un periodo di restrizione con una data di inizio e una di fine, e iniziare a ragionare su un'alimentazione sostenibile che il tuo corpo possa accettare senza attivare i meccanismi di difesa. Nella pratica, con le donne che hanno un passato di diete ripetute, parto quasi sempre da una fase in cui le calorie vengono gradualmente riportate a un livello adeguato, non ridotte ulteriormente. Sembra controintuitivo, ma è il passaggio che sblocca tutto il resto.
Sul piano alimentare concreto, ci sono alcune cose che fanno una differenza enorme quando il grasso si concentra sulla pancia. La prima è la gestione dell'insulina attraverso la composizione dei pasti: non basta mangiare "poco", conta come distribuisci carboidrati, proteine e grassi nell'arco della giornata. Per esempio, spostare la quota maggiore di carboidrati nella prima parte della giornata o subito dopo l'allenamento, e costruire cene più proteiche con verdure e grassi buoni, aiuta a ridurre i picchi insulinici che favoriscono l'accumulo addominale. La seconda cosa è l'apporto proteico: molte donne che seguono diete generiche mangiano troppe poche proteine, e questo accelera la perdita di muscolo durante la restrizione. Meno muscolo significa metabolismo più lento, e il ciclo ricomincia.
Per quanto riguarda l'allenamento, qui devo essere diretta: se ti stai allenando con attività prevalentemente aerobiche (camminata, corsa, bici, lezioni cardio), stai facendo il tipo di lavoro meno efficace per il tuo obiettivo. Il grasso addominale resistente risponde molto meglio a un lavoro di forza progressivo. Costruire massa muscolare è l'unico modo reale per alzare il metabolismo basale in modo stabile. Non servono attrezzi particolari: a casa, con il tuo peso corporeo e magari un paio di manubri o elastici, puoi fare un lavoro molto efficace. Squat, affondi, piegamenti, rematori con elastico, plank e le loro varianti sono più che sufficienti se strutturati con una progressione reale, cioè aumentando il carico o la difficoltà nel tempo, non ripetendo sempre lo stesso circuito.
Un punto importante che riguarda la tua situazione specifica: dato che assumi una pillola per regolare i tuoi ormoni dopo l'intervento, qualsiasi piano alimentare o di allenamento dovrebbe tenere conto di questo. Io posso darti indicazioni generali sulla strategia migliore per affrontare il grasso resistente e uscire dal ciclo delle diete a rimbalzo, ma il confronto con il medico che ti segue resta necessario per capire come la tua situazione ormonale influenza la risposta del corpo e se ci sono accorgimenti specifici da considerare. Questo è il mio modo di lavorare con le clienti che hanno una storia come la tua: costruisco la strategia nutrizionale e di allenamento, ma in dialogo con il professionista che gestisce la parte medica.
Quello che posso dirti con certezza, dopo aver lavorato con molte donne in situazioni simili, è che la pancia piatta che cerchi non è un obiettivo impossibile. Ma richiede di cambiare completamente approccio rispetto a quello che hai fatto finora. Se vuoi capire da dove partire in modo più preciso, il bilancio metabolico ti permette di avere un quadro chiaro di dove sei oggi e di cosa ha bisogno il tuo corpo. E se senti il bisogno di un percorso costruito sulla tua situazione, è esattamente quello che faccio nel mio programma di coaching personalizzato, dove lavoro fianco a fianco con te su alimentazione, allenamento e gestione del peso nel tempo.
Questo contenuto ha finalità educative e informative e si rivolge a donne in buona salute che desiderano migliorare la propria forma fisica. Non sostituisce il parere di un medico o di un professionista sanitario. Se hai una condizione diagnosticata o sospetta, consulta il tuo medico prima di modificare la tua alimentazione o il tuo programma di allenamento.
Chi ha risposto

Gabriella Vico
Personal Trainer per donne ed esperta in nutrizione
Specialista nella nutrizione e nell'allenamento femminile, con una doppia laurea in Scienze Motorie e Scienze della Nutrizione Umana.
Ex pallavolista professionista di Serie A, aiuta le donne a ritrovare la forma con allenamenti da casa e un'alimentazione equilibrata. Ha lavorato con migliaia di donne in oltre 15 anni di esperienza.
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