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Snella By Gabriella Vico
Fame nervosa serale quando si vive sole dopo una separazione

Fame nervosa serale quando si vive sole dopo una separazione

Domanda di una donna

"Perdere peso e ritrovare energia fisica. Da 18 mesi mi sono trasferita in un'altra regione dalla mia per lavoro, ma dopo i primi 8 mesi entusiasmanti per il cambiamento (ho sempre desiderato vivere qui) e per il nuovo lavoro.. poi sono iniziati i problemi. Ora da 5 mesi sono senza il lavoro che mi piaceva fare e mi sono dovuta accontentare di un altro lavoro part time che non mi piace e la titolare è una persona arrogante e prepotente. Sono spesso depressa e demoralizzata. In tutto questo non sono sola, ho un nuovo compagno da 10 mesi, è dolce, amorevole e premuroso ma purtroppo non viviamo ancora insieme perché deve seguire i genitori nella stessa casa dove vive anche lui. E per questo spesso, esser da sola alla sera e anche dormire sempre sola mi porta spesso attacchi di fame di cibo non sano ! Non ho mai vissuto da sola in una casa come in questo momento, poiché esco da 14 anni di matrimonio e anche questo ha portato negli ultimi 6 anni a prendere peso. Ho messo su 20 kg per mancanza di un rapporto con quello che è il mio ex marito e perché ero senza lavoro da 4 anni e lui non mi capiva affatto !!"


Gabriella Vico

Risposta di Dott.ssa Gabriella Vico

4 marzo 2026

Revisione medica a cura di Dott.ssa Stefania Mazzone, Medico • Laurea in Medicina e Chirurgia

Riassunto della risposta

Quella fame serale nasce quasi sempre da giornate alimentari troppo povere e dallo stress accumulato, non da mancanza di disciplina. Strutturare tre pasti veri con una buona quota proteica durante il giorno e inserire due o tre sessioni di movimento nel tardo pomeriggio toglie carburante alla fame nervosa e cambia completamente il tipo di sera che avrai.

Venti chili accumulati in pochi anni non arrivano mai per caso, e quasi mai per una questione di "poca disciplina". Quando il corpo attraversa un periodo di stress prolungato, come una separazione e un cambiamento di vita profondo, la fame cambia natura. Non è più solo fame fisica. Diventa un modo che il corpo e la mente usano per cercare sollievo, soprattutto la sera, quando il rumore della giornata si spegne e resta il silenzio e magari é il tuo momento, quello in cui hai anche più tempo per rilassarti.

Quello che osservo spesso nelle donne che si trovano in una situazione simile alla tua è che la fame serale non è il problema, è il segnale. È il punto in cui convergono più cose insieme: la stanchezza accumulata, lo stress che non si è scaricato durante il giorno, e spesso un'alimentazione diurna troppo povera o disordinata che lascia il corpo in riserva proprio nelle ore serali. Il meccanismo, semplificando molto, funziona così: quando durante il giorno mangi poco, salti i pasti o ti nutri in modo sbilanciato, i livelli di zucchero nel sangue tendono a calare nel tardo pomeriggio. Il corpo a quel punto chiede energia rapida. E l'energia rapida, per il cervello, sono zuccheri e cibi molto calorici magari come merendine o gelati confezionati. Se a questo aggiungi la componente emotiva della solitudine, il risultato è quella voglia quasi irresistibile di cibo spazzatura che descrivi.

L'errore più comune che vedo fare è cercare di combattere questa fame con la forza di volontà. Stringere i denti, resistere, e poi crollare alle dieci di sera davanti al frigorifero sentendosi in colpa. Non funziona così. La forza di volontà è una risorsa limitata, e la sera è il momento in cui ne hai meno. Il punto, se ci pensi, è semplice: non devi combattere la fame serale, devi toglierle il carburante durante il giorno.

La prima cosa che valuto quando una donna mi racconta una situazione come la tua è come mangia nelle prime ore della giornata e resto davvero stupita. Nella maggior parte dei casi, la colazione è scarsa, assente o completamente sballata, il pranzo è qualcosa di veloce e poco nutriente, e si arriva a sera con un deficit che il corpo non può ignorare. Il lavoro da fare parte da lì. Strutturare tre pasti veri durante la giornata, ognuno con una quota proteica adeguata, cambia radicalmente quello che succede la sera. Le proteine accanto ad una quota di carboidrati complessi tendono a dare un senso di sazietà più duraturo e nella mia esperienza professionale sono il singolo elemento che fa più differenza nel controllare la fame nervosa. Non serve pesare tutto al grammo o seguire uno schema rigido. Serve capire il principio: ogni pasto deve contenere una fonte proteica, che sia uova, legumi, pesce, carne magra o anche uno yogurt greco. E serve che il pasto sia abbastanza sostanzioso da non lasciarti vuota due ore dopo.

C'è poi un aspetto che riguarda specificamente il vivere sole. Quando cucini solo per te, è facile cadere nella trappola del "non vale la pena cucinare". Ci si arrangia, si mangia in piedi, si salta il pasto e poi si compensa con snack. Quello che consiglio alle mie clienti in questa fase è di dedicare un momento alla preparazione dei pasti come gesto concreto di cura verso se stesse. Non deve essere elaborato. Anche preparare due o tre porzioni la domenica da avere pronte in settimana cambia tutto. Il punto non è diventare una chef, è evitare di trovarti alle otto di sera affamata e senza niente di pronto, perché è lì che il cibo spazzatura vince.

E poi c'è il movimento. Non ti dico di iscriverti in palestra o di fare sessioni massacranti. Ma nella mia esperienza, inserire anche solo venti minuti di attività fisica nel tardo pomeriggio ha un effetto potente sulla fame serale. Due o tre sessioni a settimana di esercizi a corpo libero nel tuo salotto, magari con un paio di elastici di resistenza, bastano per fare una differenza concreta. L'allenamento di forza, anche nella sua forma più semplice, tende a migliorare la sensibilità insulinica e a regolare i livelli di energia. Ma soprattutto, ti dà qualcosa di diverso da fare in quella fascia oraria critica. Muoverti alle sei del pomeriggio cambia completamente il tipo di sera che avrai.

Da quello che ho potuto osservare con le donne che seguo, i primi cambiamenti si notano già nelle prime due o tre settimane quando si lavora su questi due fronti insieme: alimentazione diurna strutturata e un minimo di attività fisica regolare. La fame nervosa non scompare da un giorno all'altro, ma perde intensità. E ogni sera in cui riesci a cenare in modo normale senza il crollo delle dieci diventa una piccola conferma che il circolo si sta spezzando. È lo stesso modo di lavorare che applico nel mio programma di coaching personalizzato, dove costruiamo insieme una strategia che tiene conto non solo di cosa mangi, ma di come vivi, dei tuoi orari, delle tue abitudini reali.

Voglio essere onesta con te su una cosa. Venti chili in più e una fame nervosa radicata non si risolvono con un singolo consiglio letto online. Quello che puoi fare adesso è iniziare a cambiare la struttura delle tue giornate alimentari e inserire del movimento. Ma per avere un quadro chiaro di dove sei oggi e di cosa serve davvero al tuo corpo, un buon punto di partenza è il bilancio metabolico, che ti aiuta a capire la tua situazione attuale e a muoverti con più consapevolezza. Il cambiamento parte da lì: non dalla perfezione, ma da una direzione chiara.

Questo contenuto ha finalità educative e informative e si rivolge a donne in buona salute che desiderano migliorare la propria forma fisica. Non sostituisce il parere di un medico o di un professionista sanitario. Se hai una condizione diagnosticata o sospetta, consulta il tuo medico prima di modificare la tua alimentazione o il tuo programma di allenamento.

Fonti scientifiche

  • Leidy HJ et al. (2015). The role of protein in weight loss and maintenance. The American Journal of Clinical Nutrition.

    I risultati suggeriscono che le proteine tendono a dare un senso di sazietà più duraturo rispetto a carboidrati e grassi

    DOI: 10.3945/ajcn.114.084038

    PubMed: 25926512

  • Baumeister RF et al. (1998). Ego depletion: is the active self a limited resource?. Journal of Personality and Social Psychology.

    I risultati suggeriscono che la forza di volontà è una risorsa limitata e tende a esaurirsi nel corso della giornata

    DOI: 10.1037/0022-3514.74.5.1252

    PubMed: 9599441

  • Westcott WL (2012). Resistance training is medicine: effects of strength training on health. Current Sports Medicine Reports.

    I risultati suggeriscono che l'allenamento di forza tende a migliorare la sensibilità insulinica e a regolare i livelli di energia

    DOI: 10.1249/JSR.0b013e31825dabb8

    PubMed: 22777332

Chi ha risposto

Gabriella Vico - Personal Trainer ed Esperta in Nutrizione

Gabriella Vico

Personal Trainer per donne ed esperta in nutrizione

Specialista nella nutrizione e nell'allenamento femminile, con una doppia laurea in Scienze Motorie e Scienze della Nutrizione Umana.

Ex pallavolista professionista di Serie A, aiuta le donne a ritrovare la forma con allenamenti da casa e un'alimentazione equilibrata. Ha lavorato con migliaia di donne in oltre 15 anni di esperienza.

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