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Snella By Gabriella Vico
Dimagrire con orari di lavoro serali e turni scomodi

Dimagrire con orari di lavoro serali e turni scomodi

Domanda di una donna

"Ciao ho 39 anni, peso 87 kg e sono siciliana. Combatto col peso dall' eta' di 6 anni, è da allora un sali e scendi.Ho provato tutte le diete, compresa la cheto ma la verita' e' che il cibo della dieta è noioso e io amo mangiare! ho sviluppato un odio per il petto di pollo ad esempio. Pero' IO SO CHE DEVO DIMAGRIRE! ne sono consapevole ma parto carica il lunedi e gia' il mercoledi mi perdo; uno dei miei talloni d'achille e' anche il mio fidanzato che è un gran mangione e anche lui dovrebbe perdere peso, ma siamo troppo deboli e insieme deleteri l uno per l altro, me ne rendo conto. Facciamo anche degli orari di lavoro brutti perche' iniziamo alle 15.00 e finiamo alle 23.00, pranziamo alle 12.30 ceniamo alle 19.30 e a mezzzanotte quando torniamo a casa siamo affamati! non trovo nessuno che mi faccia una dieta bilanciata anche sui miei orari! non so piu che fare,sono disperata, non entro piu nei vestiti..."


Gabriella Vico

Risposta di Dott.ssa Gabriella Vico

10 marzo 2026

Revisione medica a cura di Dott.ssa Stefania Mazzone, Medico • Laurea in Medicina e Chirurgia

Riassunto della risposta

Quella fame a mezzanotte non è mancanza di volontà, è il tuo corpo che ha consumato tutto dopo cinque ore di attività. La soluzione è aggiungere un quarto pasto leggero e pianificato al rientro, e distribuire l'alimentazione su quattro momenti reali che rispettino i tuoi orari, non quelli di una dieta standard.

Il problema non è che ti manca la forza di volontà. Il problema è che nessuno ti ha mai costruito un piano alimentare che funzioni davvero con la tua vita, e non contro di essa. Quando una donna mi dice "parto il lunedì e il mercoledì mi perdo", nella mia esperienza la causa non è quasi mai la motivazione: è che lo schema alimentare che sta seguendo non è compatibile con i suoi orari, i suoi gusti e la sua quotidianità reale.

E tu hai descritto perfettamente il meccanismo. Pranzi alle 12:30, ceni alle 19:30, lavori fino alle 23:00 e a mezzanotte torni a casa affamata. Tra la cena e il rientro passano quasi cinque ore di attività, non di divano. Il tuo corpo a quell'ora ha consumato quello che gli hai dato e ti chiede altro. Quella fame a mezzanotte non è debolezza: è fisiologia. Il punto è che se non pianifichi quel momento, finisci per mangiare qualsiasi cosa trovi, e lì si accumula il danno vero.

L'errore che vedo più spesso nelle donne con turni serali è proprio questo: cercano di adattarsi a schemi pensati per chi lavora dalle 9 alle 17, cena alle 20 e va a letto alle 23. Ma la tua giornata ha un ritmo completamente diverso, e il piano alimentare deve rispettare quel ritmo, non ignorarlo. Se il tuo ultimo pasto vero è alle 19:30 e poi stai in piedi e attiva fino alle 23, ti serve un pasto leggero ma reale anche a mezzanotte. Non uno sgarro, non un "cedimento": un pasto previsto, organizzato, che fa parte del piano.

Concretamente, quello che funziona bene con orari come i tuoi è distribuire l'alimentazione su quattro momenti: colazione al mattino, pranzo alle 12:30, un pasto completo ma non pesantissimo alle 19:30, e un quarto pasto leggero al rientro. Questo quarto pasto non deve essere triste o punitivo. Può essere una frittata con verdure, uno yogurt greco con frutta secca, del pane integrale con ricotta e pomodorini, oppure una zuppa se ne hai preparata in anticipo. Qualcosa che ti sazi, che ti piaccia e che non ti faccia andare a letto col senso di colpa. Quando le clienti che seguo inseriscono questo pasto nel piano, la fame notturna sparisce e con lei spariscono anche le abbuffate non programmate.

E qui arriviamo all'altro punto che hai sollevato, quello del cibo noioso. Hai ragione. Se dopo trent'anni di diete il solo pensiero del petto di pollo ti provoca rigetto, il problema non sei tu: è l'approccio. Le proteine non vengono solo dal petto di pollo. Vengono dalle uova, dal pesce, dai legumi, dai formaggi freschi, dalla carne rossa con moderazione, dallo yogurt greco. La cucina siciliana, tra l'altro, ha una tradizione ricchissima di piatti a base di pesce, verdure, legumi e cereali che si adattano benissimo a un'alimentazione bilanciata. Non devi mangiare cibo da dieta: devi mangiare cibo vero, nelle quantità giuste. La differenza è enorme, sia per il corpo che per la testa.

Sulla questione del tuo fidanzato, capisco bene la dinamica. Quando si condivide la tavola con qualcuno che mangia senza freni, è difficile restare sulla propria strada. Ma qui c'è una cosa che ho visto funzionare molte volte: non serve che lui faccia la tua stessa cosa. Serve che tu abbia un piano così chiaro e così pratico che non dipenda dalle sue scelte. Se il tuo quarto pasto è già pronto in frigo quando rientri, non ti trovi a condividere la pizza che lui si scalda. Se il tuo pranzo è già organizzato, non finisci per mangiare quello che capita. La preparazione anticipa la tentazione, e questo è molto più efficace della forza di volontà pura.

Il fatto che tu combatta col peso dall'età di sei anni mi dice anche un'altra cosa: il tuo metabolismo ha subito anni di restrizioni e rimbalzi, e questo rende il corpo più resistente al dimagrimento. Non significa che non puoi perdere peso, significa che il modo in cui lo fai conta moltissimo. Tagli drastici e diete rigide a questo punto rischiano di peggiorare la situazione, perché il corpo si adatta riducendo il dispendio energetico. Un deficit moderato e sostenibile, costruito sui tuoi orari reali e sui cibi che ti piacciono davvero, è l'unica strada che regge nel tempo. È lo stesso principio su cui lavoro nel mio programma di coaching personalizzato, dove ogni piano viene costruito sulla vita reale della persona, non su uno schema generico.

Se vuoi avere un quadro chiaro di dove sei oggi e di cosa il tuo corpo ha bisogno, il bilancio metabolico è un buon punto di partenza: ti permette di capire quanto e come stai mangiando rispetto a quello che il tuo metabolismo richiede, e da lì si costruisce tutto il resto. Perché il vero problema non è mai stato "non so cosa fare". Il problema è che nessuno ti ha ancora dato un piano che fosse davvero tuo.

Questo contenuto ha finalità educative e informative e si rivolge a donne in buona salute che desiderano migliorare la propria forma fisica. Non sostituisce il parere di un medico o di un professionista sanitario. Se hai una condizione diagnosticata o sospetta, consulta il tuo medico prima di modificare la tua alimentazione o il tuo programma di allenamento.

Fonti scientifiche

  • Trexler ET et al. (2014). Metabolic adaptation to weight loss: implications for the athlete. Journal of the International Society of Sports Nutrition.

    I risultati suggeriscono che anni di restrizioni caloriche e rimbalzi rendono il corpo più resistente al dimagrimento perché il corpo si adatta riducendo il dispendio energetico

    DOI: 10.1186/1550-2783-11-7

    PubMed: 24571926

  • Flanagan A et al. (2021). Chrono-nutrition: From molecular and neuronal mechanisms to human epidemiology and timed feeding patterns. Journal of Neurochemistry.

    I risultati suggeriscono che la distribuzione dei pasti in più momenti della giornata, adattata ai turni di lavoro, aiuta a controllare la fame e ridurre le abbuffate non programmate

    DOI: 10.1111/jnc.15246

    PubMed: 33222161

  • Hopkins M et al. (2021). The regulation of food intake in humans. Endotext [Internet].

    I risultati suggeriscono che la fame che si presenta ore dopo l'ultimo pasto in persone fisicamente attive è una risposta fisiologica legata al consumo energetico, non a mancanza di volontà

    DOI: 10.1093/med/9780198870197.003.0062

    PubMed: 25905169

  • Ashtary-Larky D et al. (2020). Effects of gradual weight loss v. rapid weight loss on body composition and RMR: a systematic review and meta-analysis. British Journal of Nutrition.

    I risultati suggeriscono che un deficit calorico moderato e sostenibile è più efficace nel lungo termine rispetto a tagli drastici per la perdita di peso

    DOI: 10.1017/S0007114520002469

    PubMed: 32576318

  • Ducrot P et al. (2017). Meal planning is associated with food variety, diet quality and body weight status in a large sample of French adults. International Journal of Behavioral Nutrition and Physical Activity.

    I risultati suggeriscono che la preparazione anticipata dei pasti (meal prep) è associata a una migliore qualità della dieta e a un minor rischio di alimentazione impulsiva

    DOI: 10.1186/s12966-017-0461-7

    PubMed: 28153017

Chi ha risposto

Gabriella Vico - Personal Trainer ed Esperta in Nutrizione

Gabriella Vico

Personal Trainer per donne ed esperta in nutrizione

Specialista nella nutrizione e nell'allenamento femminile, con una doppia laurea in Scienze Motorie e Scienze della Nutrizione Umana.

Ex pallavolista professionista di Serie A, aiuta le donne a ritrovare la forma con allenamenti da casa e un'alimentazione equilibrata. Ha lavorato con migliaia di donne in oltre 15 anni di esperienza.

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