
Dimagrire dopo la gravidanza con fame nervosa
Domanda di una donna
"Ho sempre pesato 65 kg ma con la mia prima gravidanza ho preso tantissimi kg sono arrivata a 105 kg e non riesco più a sentirmi bella,a mio agio e mi rende sempre nervosa al tal punto di sfogare sul cibo più minprefiggo di ritornare a com'ero e più mi scatta un qualcosa di non farcela...per di più faccio un lavoro sedentario ....ma adesso voglio avere una svolta di me stessa,ti segue da tempo e quando ero in forma mi allenavo tutti i giorni con i giorni con i tuo video,spero di farcela e il mio obbiettivo e di rinascere e godere a pieno le giornate al parco con mia figlia e di non farmi pesare più le cose da fare tutti i giorni"
Risposta di Dott.ssa Gabriella Vico
10 aprile 2026
Revisione medica a cura di Dott.ssa Stefania Mazzone, Medico • Laurea in Medicina e Chirurgia
Riassunto della risposta
Uscire dal circolo vizioso fame nervosa-restrizione si può, ma non con più disciplina: serve togliere le condizioni che lo scatenano, cioè le regole troppo rigide. Un deficit calorico moderato, pasti completi con proteine e carboidrati ben distribuiti nella giornata, e un movimento sostenibile come camminare ogni giorno sono la base concreta per riprendere il controllo senza frustrazione.
Quaranta chili in più dopo una gravidanza non sono solo peso sul corpo. Sono peso sulla testa, sulle giornate, su come ti guardi allo specchio prima di uscire. E quando il cibo diventa lo sfogo per quella frustrazione, si crea un circolo che sembra impossibile da spezzare: più ti imponi di essere rigida, più la tensione sale, più mangi per scaricarla. Non è mancanza di volontà. È un meccanismo preciso, e capirlo è il primo passo per smontarlo.
Quello che descrivi lo vedo spesso nelle donne che seguo nel post-parto, soprattutto quando l'aumento di peso è stato molto importante. Il corpo è cambiato in modo radicale, la vita quotidiana è stravolta, il tempo per sé è quasi zero, e la mente resta agganciata all'immagine di com'eri prima. Quel confronto continuo tra il "prima" e il "adesso" genera una pressione enorme. E la pressione, nel rapporto col cibo, non aiuta mai. Anzi, è esattamente ciò che alimenta la fame nervosa.
La fame nervosa emotiva non si risolve con più disciplina. Si risolve togliendo le condizioni che la scatenano. E la condizione principale, nella mia esperienza, è quasi sempre la stessa: restrizioni troppo drastiche. Quando ti prefiggi di "tornare com'eri" e per farlo tagli tutto, elimini quello che ti piace, ti imponi regole rigidissime, il cervello risponde con un bisogno compulsivo di cibo. Non è fame fisica. È una risposta di sopravvivenza a una privazione percepita come eccessiva. Più stringi, più il corpo spinge nella direzione opposta.
Il punto, se ci pensi, è semplice. Non devi tornare a 65 chili domani. Devi costruire un modo di mangiare che funzioni ogni giorno senza farti sentire in gabbia. E questo significa partire da un deficit calorico moderato, non aggressivo. Un taglio del 15-20% rispetto a quello che mangi oggi è sufficiente per perdere grasso in modo costante senza attivare quella spirale di fame e frustrazione. Con 40 chili da perdere, anche un deficit leggero produce risultati visibili nelle prime settimane, perché il corpo risponde bene quando parti da un peso molto distante dal tuo set point.
Nella pratica, quello che funziona meglio con le donne nella tua situazione è strutturare i pasti in modo che la fame non arrivi mai a livelli ingestibili. Tre pasti completi al giorno, ciascuno con una fonte proteica seria (uova, legumi, pesce, carne bianca, latticini magri), una porzione abbondante di verdure e una quota di carboidrati che non va eliminata. I carboidrati non sono il nemico: riso, pasta integrale, patate, pane. In quantità adeguate ti tengono sazia, ti danno energia per la giornata e soprattutto abbassano il cortisolo, che è esattamente l'ormone che ti spinge a cercare cibo quando sei sotto stress. Toglierli del tutto è uno degli errori più comuni che osservo, e quasi sempre peggiora la fame nervosa invece di migliorarla.
Un altro aspetto che fa una differenza enorme è non saltare mai la colazione e non arrivare a cena affamata. Con un lavoro sedentario e una bambina piccola, il rischio è di mangiare poco e male durante il giorno e poi crollare la sera. La sera è il momento in cui la stanchezza, le emozioni accumulate e la solitudine (perché spesso la sera, con una figlia piccola, ci si sente sole anche in compagnia) si sommano. Se a tutto questo aggiungi una fame fisica reale perché hai mangiato troppo poco durante il giorno, lo sfogo sul cibo diventa quasi inevitabile. Distribuire meglio le calorie nella giornata, con una colazione sostanziosa e un pranzo completo, riduce drasticamente gli episodi serali.
Per quanto riguarda il movimento, il fatto che ti allenavi con i miei video quando eri in forma è un'ottima base. Ma non ripartire da lì. Non ora. Allenarsi ogni giorno come facevi prima, con 40 chili in più e una bambina piccola, non è realistico e non è nemmeno necessario. Quello che ti serve adesso è riprendere a muoverti in modo sostenibile. Camminare al parco con tua figlia, tutti i giorni, conta più di qualsiasi allenamento intenso fatto una volta e poi abbandonato. E quando il corpo comincia a rispondere, quando perdi i primi chili e ti senti un po' più leggera, puoi inserire gradualmente delle sessioni a casa con esercizi a corpo libero adatti al tuo livello attuale. Squat senza peso, affondi con appoggio, ponte glutei, lavoro sulla parte superiore del corpo con degli elastici. L'importante è che sia qualcosa che riesci a fare con costanza, non qualcosa che ti fa sentire inadeguata perché non ce la fai come prima.
C'è una cosa che voglio dirti con chiarezza, perché la vedo succedere troppo spesso: l'obiettivo non può essere "tornare com'eri". Deve essere stare bene adesso, nel corpo che hai adesso, mentre lo trasformi un passo alla volta. Quando l'obiettivo è un'immagine del passato, ogni giorno in cui non ci sei ancora diventa un fallimento. E i fallimenti percepiti alimentano la fame nervosa. Quando invece l'obiettivo è "oggi mangio bene, oggi mi muovo un po', oggi faccio una cosa per me", ogni giorno diventa un passo avanti. Sembra una sfumatura, ma nella pratica cambia tutto. Le donne che riescono a perdere molto peso e a mantenerlo sono quelle che smettono di rincorrere un numero sulla bilancia e iniziano a costruire abitudini quotidiane che funzionano per la vita che hanno oggi. Se vuoi un punto di partenza concreto per capire dove sei e come impostare il percorso, il bilancio metabolico ti aiuta a fare chiarezza sulla tua situazione attuale senza tirare a indovinare.
Quello che descrivi, la voglia di goderti le giornate al parco con tua figlia senza sentirti appesantita, è un obiettivo bellissimo e assolutamente raggiungibile. Ma il percorso deve essere costruito su misura per te, per il tuo corpo di oggi, per i tuoi ritmi, per le tue emozioni. È esattamente il tipo di lavoro che faccio nel mio programma di coaching personalizzato, dove lavoriamo insieme su alimentazione, movimento e gestione della fame emotiva, un passo alla volta. Non servono rivoluzioni. Servono le scelte giuste, ripetute con costanza.
Questo contenuto ha finalità educative e informative e si rivolge a donne in buona salute che desiderano migliorare la propria forma fisica. Non sostituisce il parere di un medico o di un professionista sanitario. Se hai una condizione diagnosticata o sospetta, consulta il tuo medico prima di modificare la tua alimentazione o il tuo programma di allenamento.
Chi ha risposto

Gabriella Vico
Personal Trainer per donne ed esperta in nutrizione
Specialista nella nutrizione e nell'allenamento femminile, con una doppia laurea in Scienze Motorie e Scienze della Nutrizione Umana.
Ex pallavolista professionista di Serie A, aiuta le donne a ritrovare la forma con allenamenti da casa e un'alimentazione equilibrata. Ha lavorato con migliaia di donne in oltre 15 anni di esperienza.
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