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Snella By Gabriella Vico
Digiuno intermittente estremo e dieta vegana: perché non dimagrisco

Digiuno intermittente estremo e dieta vegana: perché non dimagrisco

Domanda di una donna

"Ciao bellissima, ho 45 anni, sono “alta” 1,60 e peso 60 kg. Vorrei raggiungere il peso di 52/54kg.. dò più ascolto allo specchio che alla bilancia , per cui il peso è relativo. Mi alleno a casa, ho pesi da 2/4 kg, elastici, bilancere, una di qll palestre tutto in uno.. tappeto elastico, pedana vibrante.. insomma qlcs qui e là. Sono vegetariana ma mangio tendenzialmente vegano, nel senso che nn mangio uova, latte o derivati. Pratico digiuno intermittente, tutto.. dal 16/8 al 20/4 al digiuno totale x 1/3 gg . Salto la colazione, perché nn solo nn ho fame, ma se mangio poi sto poco bene. Spero di averti dato abbastanza info. Grazie se mi risponderai. Vorrei sapere come funziona il tuo programma. Mi ispiri molta fiducia."


Gabriella Vico

Risposta di Dott.ssa Gabriella Vico

7 aprile 2026

Revisione medica a cura di Dott.ssa Stefania Mazzone, Medico • Laurea in Medicina e Chirurgia

Riassunto della risposta

Digiuni di 2-3 giorni con un'alimentazione quasi vegana e poco strutturata stanno abbassando il tuo metabolismo e consumando massa muscolare, non grasso. Quello che ti serve è mangiare ogni giorno con almeno 70-80 grammi di proteine vegetali ben distribuite e dare priorità all'allenamento di forza con i pesi che già hai a casa.

Il digiuno di tre giorni non ti sta facendo dimagrire perché il tuo corpo ha smesso di fidarsi di te. Detto così può sembrare forte, ma è esattamente quello che osservo quando lavoro con donne che combinano restrizioni alimentari molto spinte con un'alimentazione già naturalmente povera di proteine. Il metabolismo non risponde alla volontà: risponde a quello che riceve. E quando riceve poco, e in modo imprevedibile, si difende.

Partiamo da un dato concreto. Pesi 60 kg a 1,60 di altezza: sei normopeso. Il tuo problema non è il grasso in eccesso nel senso classico, ma quasi certamente la composizione corporea. Quello che vedi allo specchio e che non ti soddisfa è probabilmente il risultato di troppa poca massa muscolare rispetto alla massa grassa. E qui sta il paradosso: tutto quello che stai facendo, dal digiuno estremo all'alimentazione vegana senza un piano proteico strutturato, va nella direzione opposta rispetto a quello che ti serve. Stai perdendo muscolo, non grasso. Il corpo, quando è in carenza prolungata di energia e soprattutto di proteine, usa il tessuto muscolare come combustibile. Il grasso lo tiene, perché per il tuo organismo è una riserva di sopravvivenza.

Quello che succede nella pratica è che più digiuni a lungo, più il tuo dispendio energetico a riposo si abbassa. Il corpo impara a funzionare con meno. Poi, quando ricominci a mangiare, anche quantità normali diventano "troppe" rispetto al nuovo equilibrio che si è creato. È un meccanismo adattativo ben documentato, e nelle donne intorno ai 45 anni è ancora più marcato perché il quadro ormonale cambia e la tendenza a perdere massa magra è già naturalmente più alta.

C'è un altro punto che voglio affrontare con chiarezza. Mangiare vegano è una scelta che rispetto e che può funzionare benissimo, ma richiede una pianificazione proteica molto attenta. Senza uova, senza latticini, le fonti proteiche vegetali che restano sono legumi, tofu, tempeh, seitan, e alcune combinazioni di cereali. Il problema è che molte donne che seguono questo tipo di alimentazione finiscono per mangiare soprattutto carboidrati e grassi, con un apporto proteico che sta ben sotto il minimo necessario. Per una donna di 60 kg che vuole migliorare la composizione corporea, servono almeno 70-80 grammi di proteine al giorno, distribuite su più pasti. Se a questo aggiungi che salti la colazione e a volte non mangi per giorni interi, il conto non torna proprio.

Il fatto che la colazione ti faccia stare male è un segnale che vale la pena esplorare. Nella mia esperienza, spesso dipende da cosa si mangia a colazione, non dal mangiare in sé. Un pasto mattutino a base di zuccheri semplici o carboidrati raffinati può effettivamente creare disagio digestivo e un picco glicemico che peggiora la situazione. Ma una colazione diversa, per esempio a base di proteine vegetali e grassi buoni, potrebbe darti un'esperienza completamente diversa. Non ti sto dicendo che devi per forza mangiare appena sveglia, ma che la finestra in cui mangi deve essere sufficiente a coprire il tuo fabbisogno reale. Un 16/8 ben gestito, con due o tre pasti completi e bilanciati, è una cosa. Un 20/4 o un digiuno di tre giorni con un'alimentazione già restrittiva è un'altra. E la differenza, sul tuo corpo, si vede.

Hai a casa attrezzatura più che sufficiente per lavorare bene. Pesi, elastici, bilanciere: con questi strumenti puoi costruire un programma di allenamento di forza progressivo che è esattamente quello di cui hai bisogno. Non sessioni cardio lunghe, non pedana vibrante, non tappeto elastico come attività principale. Quello che ti cambia la composizione corporea è il lavoro muscolare con sovraccarico, fatto con costanza e con una progressione nel tempo. Stacchi con il bilanciere, affondi con i pesi, rematori con gli elastici, squat caricati: il tuo corpo ha bisogno di uno stimolo che gli dica "costruisci muscolo", non "resisti alla fame". Ma questo stimolo funziona solo se arrivano abbastanza proteine e abbastanza calorie per sostenere quel lavoro. Allenamento e alimentazione, nel tuo caso, sono due facce dello stesso problema.

La cosa che ti consiglio di fare prima di tutto è smettere con i digiuni prolungati e riportare l'alimentazione a una struttura regolare. Due o tre pasti al giorno, ogni giorno, con una quota proteica vegetale seria in ciascuno. Tofu, tempeh, legumi combinati con cereali integrali, e se necessario una proteina vegetale in polvere (pisello, riso) per arrivare ai numeri che ti servono. Non è un obbligo, ma è uno strumento pratico che molte donne vegane trovano utile per colmare il gap. Questo è il primo passo. Il secondo è dare priorità all'allenamento con i pesi che già hai, con un programma strutturato che lavori su tutto il corpo almeno tre volte a settimana. Il tuo obiettivo non è pesare 52 kg: è avere un corpo con più muscolo e meno grasso, e quello si ottiene costruendo, non togliendo.

Se vuoi capire da dove parti davvero e quanto il tuo metabolismo è stato influenzato da questo periodo di restrizione, il bilancio metabolico ti dà un quadro chiaro della tua situazione attuale. Da lì si può costruire un piano che abbia senso per te, per il tuo stile alimentare e per i tuoi obiettivi reali. È lo stesso approccio che uso nel mio programma di coaching personalizzato, dove lavoro proprio con donne che hanno bisogno di rimettere ordine tra alimentazione e allenamento dopo periodi di restrizione che non hanno portato i risultati sperati.

Il tuo corpo non ha bisogno di meno. Ha bisogno di meglio.

Questo contenuto ha finalità educative e informative e si rivolge a donne in buona salute che desiderano migliorare la propria forma fisica. Non sostituisce il parere di un medico o di un professionista sanitario. Se hai una condizione diagnosticata o sospetta, consulta il tuo medico prima di modificare la tua alimentazione o il tuo programma di allenamento.

Chi ha risposto

Gabriella Vico - Personal Trainer ed Esperta in Nutrizione

Gabriella Vico

Personal Trainer per donne ed esperta in nutrizione

Specialista nella nutrizione e nell'allenamento femminile, con una doppia laurea in Scienze Motorie e Scienze della Nutrizione Umana.

Ex pallavolista professionista di Serie A, aiuta le donne a ritrovare la forma con allenamenti da casa e un'alimentazione equilibrata. Ha lavorato con migliaia di donne in oltre 15 anni di esperienza.

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