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Snella By Gabriella Vico
Non riconosco più il mio corpo dopo la gravidanza

Non riconosco più il mio corpo dopo la gravidanza

Domanda di una donna

"Parto da lontano: nella vita ho fatto una sola dieta. Nel 2000 e sono passata da 80 kg a 64 in 10 mesi. Ho mantenuto il peso fino a giugno 2015 quando mi sono sposata ed agosto 2015 pesavo 58 kg senza fare niente. Credo sia stato lo stress per i preparativi del matrimonio. La cosa bella è che oltre ad aver perso peso mi ero proprio asciugata, essiccata. Nel 2022 ho partorito il mio primo figlio e a due giorni dal parto pesavo 65 kg peso che avevo ad inizio gravidanza. Poi ho allattato per due anni e per stare in piedi perché ho continuato a lavorare senza fermarmi un giorno, ho mangiato per arrivare a pesare 71 kg. Ora oscillo tra 66.5 e 68, ma la cosa peggio è vedere un corpo che non riconosco più."


Gabriella Vico

Risposta di Dott.ssa Gabriella Vico

29 marzo 2026

Revisione medica a cura di Dott.ssa Stefania Mazzone, Medico • Laurea in Medicina e Chirurgia

Riassunto della risposta

Dopo gravidanza e allattamento il corpo cambia nella composizione anche se il peso resta simile: si perde muscolo e si accumula grasso, ed è questo che dà la sensazione di non riconoscersi. A 43 anni la strada più efficace non è una dieta restrittiva, ma ricostruire il tono muscolare con esercizi contro resistenza e un apporto proteico adeguato a ogni pasto.

Quello che descrivi non è un problema di peso. Sei tornata vicina ai tuoi numeri storici, eppure lo specchio ti restituisce qualcosa di diverso. Questo succede perché dopo una gravidanza e due anni di allattamento il corpo cambia nella composizione, non necessariamente nella taglia. E nessuna bilancia è in grado di raccontarti questa differenza.

Provo a spiegarti cosa è successo, perché ha una logica precisa. Durante la gravidanza e l'allattamento il corpo femminile attraversa un rimodellamento profondo: cambia la distribuzione del grasso corporeo, cambia il tono della muscolatura addominale e del pavimento pelvico, cambiano le proporzioni tra massa magra e massa grassa. Tu sei tornata a 66-68 kg, ma quei chili oggi sono distribuiti in modo completamente diverso rispetto a quando pesavi lo stesso nel 2015. Il punto è che hai probabilmente perso massa muscolare e guadagnato massa grassa, anche se il numero sulla bilancia è rimasto simile. Questo è esattamente ciò che dà quella sensazione di "non riconoscersi": il volume del corpo aumenta anche a parità di peso, perché il grasso occupa più spazio del muscolo.

C'è un dettaglio importante nella tua storia che spiega molto. Hai detto che per reggere il ritmo tra allattamento e lavoro senza pause hai mangiato di più. È una reazione assolutamente comprensibile, e probabilmente ti ha permesso di sopravvivere a un periodo durissimo. Ma quando si mangia di più in condizioni di stress cronico e privazione di sonno, il corpo tende ad accumulare grasso e a consumare muscolo. Non per cattiva volontà, ma perché lo stress prolungato e la fatica spingono il metabolismo in una direzione conservativa: il corpo trattiene riserve e sacrifica il tessuto che costa di più da mantenere, cioè il muscolo.

Quello che noto spesso lavorando con donne che hanno vissuto la maternità in condizioni simili alle tue è che si concentrano sul peso da perdere, quando il vero obiettivo dovrebbe essere un altro. Quei 2-3 kg in più rispetto al tuo peso storico contano poco. Quello che conta è ricostruire il tono muscolare che questi anni ti hanno tolto, e nel farlo la composizione corporea cambia visibilmente anche senza grandi spostamenti sulla bilancia. Ho visto clienti nella tua stessa situazione trasformare completamente il proprio aspetto perdendo appena un chilo o due, semplicemente perché quel chilo di grasso è stato sostituito da tessuto muscolare che dà forma e compattezza.

L'errore più comune che vedo in questa fase è lanciarsi in una dieta restrittiva per "tornare a 58 kg". Quel peso che avevi nel 2015 era il risultato di uno stress acuto, lo hai detto tu stessa. Non è un riferimento realistico e inseguirlo rischia di peggiorare la situazione, perché una restrizione calorica importante su un corpo che ha già perso muscolo fa perdere ancora più muscolo. Il risultato è che si diventa più leggere ma ancora meno toniche, e la sensazione di non riconoscersi peggiora.

La strada che funziona nella pratica è diversa. Serve un lavoro di ricomposizione corporea, che significa dare al corpo uno stimolo muscolare regolare e un'alimentazione che lo supporti senza affamarlo. Sul fronte alimentare, il primo passo è assicurarti un apporto proteico adeguato distribuito nell'arco della giornata: almeno una fonte proteica a ogni pasto principale, che sia uova, pesce, carne, legumi o latticini. Le proteine sono il mattone con cui il corpo ricostruisce il muscolo, e dopo due anni di allattamento è molto probabile che il tuo apporto sia stato insufficiente. Sul fronte del movimento, a 43 anni e con la tua storia, il lavoro più efficace è quello contro resistenza: esercizi a corpo libero o con piccoli attrezzi come elastici e manubri leggeri, da fare a casa nei tempi che hai. Squat, affondi, ponte glutei, lavoro mirato sulla parete addominale profonda. Non servono sessioni lunghe: conta la costanza e la progressione nel tempo, cioè aumentare gradualmente l'intensità man mano che il corpo risponde.

Un aspetto che voglio sottolineare riguarda proprio la parete addominale. Dopo una gravidanza è normale che l'addome abbia un aspetto diverso, e non è solo una questione di grasso. I muscoli retti dell'addome possono essersi allontanati durante la gestazione, una condizione chiamata diastasi, e il lavoro di recupero parte dal rinforzo del trasverso dell'addome, il muscolo profondo che funziona come un corsetto naturale. Esercizi come il vacuum addominale o il lavoro di attivazione del core in posizione supina sono un buon punto di partenza, molto più utili dei classici crunch che in questa fase possono essere addirittura controproducenti.

Hai una storia che dimostra che sai mantenere i risultati nel tempo: hai tenuto il tuo peso per quindici anni. Questa è una risorsa enorme. Quello che ti manca adesso non è la disciplina, è una strategia adatta a questa fase della tua vita. Se vuoi capire esattamente da dove partire, il bilancio metabolico ti permette di avere un quadro chiaro della tua situazione attuale. E se senti il bisogno di un percorso costruito su di te, è esattamente il tipo di lavoro che faccio nel mio programma di coaching personalizzato con le donne che seguo.

Il corpo che vedi oggi non è rotto e non è sbagliato. Ha fatto qualcosa di straordinario e ha bisogno di essere ricostruito con gli strumenti giusti, non punito con una dieta.

Questo contenuto ha finalità educative e informative e si rivolge a donne in buona salute che desiderano migliorare la propria forma fisica. Non sostituisce il parere di un medico o di un professionista sanitario. Se hai una condizione diagnosticata o sospetta, consulta il tuo medico prima di modificare la tua alimentazione o il tuo programma di allenamento.

Chi ha risposto

Gabriella Vico - Personal Trainer ed Esperta in Nutrizione

Gabriella Vico

Personal Trainer per donne ed esperta in nutrizione

Specialista nella nutrizione e nell'allenamento femminile, con una doppia laurea in Scienze Motorie e Scienze della Nutrizione Umana.

Ex pallavolista professionista di Serie A, aiuta le donne a ritrovare la forma con allenamenti da casa e un'alimentazione equilibrata. Ha lavorato con migliaia di donne in oltre 15 anni di esperienza.

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