
Mi alleno tanto ma alterno restrizione e sgarri: come uscirne
Domanda di una donna
"Ciao, sono un'assistente sociale e lavoro per molte ore al giorni. Ho iniziato ad allenarmi a casa da circa un anno ma non con programmi personalizzati, ho visto qualche miglioramento ma non come spreravo. Faccio allenamenti da circa un'ora (4 volte a settimana) e mi alleno di primissima mattina prima di recarmi al lavoro, cerco di fare un'alimentazione sana ma fatico ad ottenere dei risultati forse perché spesso ho un alimentazione troppo restrittiva che poi mi porta a sgarrare. Mi vedo flaccida e grassa per cui vorrei ridefinire il mio corpo attraverso un percorso mirato di ricomposizione corporea. Ho molta cellulite, purtroppo non riesco a bere più di 2 litri di acqua al giorno a causa del mio lavoro che mi vede spesso in giro. Non ho figli, e al momento non sono intenzionata a cercarne purtroppo l'anno passato ho avuto due aborti e questo non mi aiutato mentalmente. Adesso voglio solo concentrarmi su di me e su un percorso che mi aiuti a ritrovarmi."
Risposta di Dott.ssa Gabriella Vico
11 marzo 2026
Revisione medica a cura di Dott.ssa Stefania Mazzone, Medico • Laurea in Medicina e Chirurgia
Riassunto della risposta
Alternare giorni troppo restrittivi a sgarri impedisce al corpo di costruire muscolo e ridurre il grasso, indipendentemente da quanto ti alleni. Serve un apporto calorico stabile con proteine adeguate a ogni pasto e un allenamento basato su carichi progressivi, non solo sul volume. Quando smetti di lottare contro il tuo corpo e gli dai ciò che gli serve, la ricomposizione inizia davvero.
Il ciclo restrizione-sgarro non è un problema di disciplina. È il segnale che il tuo corpo sta rispondendo esattamente come ci si aspetta quando l'apporto calorico è troppo basso per troppo tempo: abbassa il metabolismo, aumenta la fame, e a un certo punto cede. Non sei tu che "sgarri". È il tuo organismo che si difende.
Quello che descrivi lo vedo spesso tra le donne che si allenano con costanza e impegno, ma non vedono i risultati che si aspettano. Quattro sessioni a settimana da un'ora sono un volume di lavoro importante. Il problema non è quanto ti alleni. Il problema è che il tuo corpo non ha abbastanza carburante stabile per trasformare quel lavoro in risultati visibili. Quando alterni giorni molto restrittivi a giorni di sgarro, il corpo non riesce mai a stabilizzarsi. Non sa se sta ricevendo troppo o troppo poco, e in risposta tende a trattenere liquidi, accumulare grasso e non costruire tessuto muscolare. Il risultato? Ti alleni tanto, mangi "bene" nella tua percezione, ma il corpo resta morbido e gonfio.
C'è un punto che vale la pena chiarire bene: la ricomposizione corporea, cioè quel processo in cui perdi grasso e guadagni tono muscolare, ha bisogno di costanza alimentare ancora più che di costanza nell'allenamento. Non puoi costruire muscolo se il lunedì mangi 1200 calorie e il sabato ne mangi 2500 perché la fame accumulata ti travolge. Il muscolo ha bisogno di un apporto proteico adeguato e distribuito nell'arco della giornata, tutti i giorni, non solo nei giorni "buoni". E ha bisogno di un deficit calorico moderato, non aggressivo. Nella mia esperienza con le clienti, quando si passa da una restrizione severa a un piano alimentare che copre davvero il fabbisogno, molte donne notano che il corpo inizia a cambiare forma anche senza perdere peso sulla bilancia. Questo è il segnale che la ricomposizione sta funzionando.
Il fatto che ti vedi flaccida nonostante un anno di allenamento mi dice anche un'altra cosa: probabilmente il tipo di lavoro che fai non è calibrato sulla costruzione muscolare. Molti programmi generici che si trovano online puntano sul volume e sulla fatica percepita, tante ripetizioni, tanti esercizi, tanto sudore. Ma il tono muscolare si costruisce con carichi progressivi e stimoli mirati, non con la quantità. Se usi sempre gli stessi esercizi, con lo stesso carico, alla stessa velocità, il corpo si adatta e smette di rispondere. Per una donna che vuole ridefinire la propria figura a casa, servono pochi esercizi ben scelti con una progressione reale: aumentare il carico, rallentare il movimento, aggiungere pause sotto tensione. Anche con un paio di manubri regolabili e degli elastici si può lavorare in modo molto efficace, a patto che ci sia un criterio dietro.
Sulla cellulite voglio essere onesta. Due litri di acqua al giorno sono già un buon apporto, non è quello il problema principale. La cellulite nelle donne ha una componente ormonale e strutturale su cui l'alimentazione e l'allenamento possono incidere fino a un certo punto, ma quello su cui puoi lavorare concretamente è ridurre la ritenzione idrica e migliorare la qualità del tessuto sottocutaneo. E sai cosa peggiora la ritenzione? Esattamente il pattern che descrivi: restrizione, eccesso di sodio nei giorni di sgarro, stress cronico, cortisolo alto. Quando stabilizzi l'alimentazione e riduci lo stress metabolico, il gonfiore cala e la pelle migliora visibilmente. Non sparisce tutto, ma il cambiamento si vede.
Capisco anche che l'ultimo anno è stato molto pesante dal punto di vista emotivo. Voler concentrarti su di te adesso non è egoismo, è una scelta di salute. Ma proprio per questo è importante che il percorso che intraprendi non diventi un'altra fonte di pressione. La restrizione alimentare estrema, nella mia esperienza, spesso non nasce solo dalla voglia di dimagrire: nasce dal bisogno di controllare qualcosa quando tutto il resto sembra fuori controllo. Se riconosci questo meccanismo, sappi che un'alimentazione strutturata e sufficiente ti darà più controllo reale di qualsiasi dieta rigida. Mangiare abbastanza, con regolarità, scegliendo alimenti che ti sostengono davvero, è la base su cui tutto il resto funziona.
Quello che ti consiglio concretamente: smetti di pensare in termini di "giorni buoni e giorni cattivi". Costruisci un piano alimentare che preveda un apporto proteico adeguato a ogni pasto (una fonte proteica sempre presente a colazione, pranzo e cena), carboidrati sufficienti a sostenere i tuoi allenamenti mattutini, e grassi buoni senza paura. Se ti alleni alle 5 o alle 6 del mattino, anche solo una banana con un po' di frutta secca prima della sessione può fare la differenza sulla qualità del lavoro. E dopo l'allenamento, una colazione completa con proteine, carboidrati e un po' di grassi. Se vuoi avere un quadro chiaro di dove sei oggi e di cosa ti serve davvero, il bilancio metabolico è un buon punto di partenza per capire il tuo fabbisogno reale e smettere di andare a tentativi.
Sull'allenamento: quattro volte a settimana può andare bene, ma un'ora potrebbe essere troppo se la qualità non è alta. Meglio 40-45 minuti ben strutturati con esercizi che lavorano sui distretti giusti e con un carico che ti mette davvero alla prova nelle ultime ripetizioni. Il tipo di lavoro che fa la differenza per la ricomposizione corporea femminile è quello che costruisco nel mio programma di coaching personalizzato, dove ogni sessione è pensata per il corpo e la vita reale della donna che la segue.
Hai già dimostrato di avere costanza e voglia di fare. Quello che ti manca non è la motivazione: è un piano che lavori con il tuo corpo invece che contro.
Questo contenuto ha finalità educative e informative e si rivolge a donne in buona salute che desiderano migliorare la propria forma fisica. Non sostituisce il parere di un medico o di un professionista sanitario. Se hai una condizione diagnosticata o sospetta, consulta il tuo medico prima di modificare la tua alimentazione o il tuo programma di allenamento.
Fonti scientifiche
Martins C et al. (2020). Metabolic adaptation is not a major barrier to weight-loss maintenance. The American Journal of Clinical Nutrition.
I risultati suggeriscono che quando l'apporto calorico è troppo basso per troppo tempo, il corpo abbassa il metabolismo (termogenesi adattativa)
Sumithran P et al. (2011). Long-term persistence of hormonal adaptations to weight loss. The New England Journal of Medicine.
I risultati suggeriscono che la restrizione calorica severa aumenta la fame attraverso modifiche ormonali (grelina, leptina) che spingono verso l'eccesso alimentare
Areta JL et al. (2013). Timing and distribution of protein ingestion during prolonged recovery from resistance exercise alters myofibrillar protein synthesis. The Journal of Physiology.
I risultati suggeriscono che la sintesi proteica muscolare richiede un apporto proteico adeguato e distribuito nell'arco della giornata per essere ottimizzata
Schoenfeld BJ et al. (2017). Dose-response relationship between weekly resistance training volume and increases in muscle mass: A systematic review and meta-analysis. Journal of Sports Sciences.
I risultati suggeriscono che il tono muscolare si costruisce con sovraccarico progressivo: il principio della progressione del carico è fondamentale per l'ipertrofia muscolare
Epel ES et al. (2000). Stress and body shape: stress-induced cortisol secretion is consistently greater among women with central fat. Psychosomatic Medicine.
I risultati suggeriscono che lo stress cronico e il cortisolo elevato contribuiscono alla ritenzione idrica e all'accumulo di grasso, in particolare nelle donne
Chi ha risposto

Gabriella Vico
Personal Trainer per donne ed esperta in nutrizione
Specialista nella nutrizione e nell'allenamento femminile, con una doppia laurea in Scienze Motorie e Scienze della Nutrizione Umana.
Ex pallavolista professionista di Serie A, aiuta le donne a ritrovare la forma con allenamenti da casa e un'alimentazione equilibrata. Ha lavorato con migliaia di donne in oltre 15 anni di esperienza.
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