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Snella By Gabriella Vico
Allenarsi a casa con lavoro su turni e peso da farmaci

Allenarsi a casa con lavoro su turni e peso da farmaci

Domanda di una donna

"Mi chiamo Clarissa ho 23 anni, non ho mai seguito un programma di allenamento personalizzato, anni fa provai ad andare in palestra ma ho subito abbandonato per la scarsa motivazione e poca voglia. Ora a seguito di problematiche di salute (endometriosi) e per l'assunzione continua di farmaci,mi trovo con più di 10kg in più, mi sento gonfia in tutto il corpo. Vorrei per una volta essere costante e non abbandonare subito come ho sempre fatto, avendo però una carica e una motivazione in più. Anche il lavoro che eseguo essendo fatto su turni compreso le notti, mi ha completamente cambiata, mangiando fuori pasto con orari tutti diversi, mi risulta veramente difficile seguire una buona alimentazione ed allenarmi, dopo un turno pesante non ho le energie per passare ore in palestra, vorrei qualcosa di efficace che non mi rubi tanto tempo e che posso fare comodamente a casa. Grazie"


Gabriella Vico

Risposta di Dott.ssa Gabriella Vico

23 marzo 2026

Revisione medica a cura di Dott.ssa Stefania Mazzone, Medico • Laurea in Medicina e Chirurgia

Riassunto della risposta

Prendere peso a causa dei farmaci e lavorare su turni rende tutto più complicato, ma non serve stravolgere la tua routine. Sessioni brevi di 15-20 minuti a casa, pasti semplici preparati in anticipo da portare al lavoro e un piano che si adatti ai tuoi turni invece che a una settimana standard sono i tre passi concreti da cui partire. La costanza nasce dalla semplicità, non dalla forza di volontà.

Quando il corpo cambia a causa di fattori che non hai scelto, come l'effetto di farmaci sul peso e sulla ritenzione idrica, la frustrazione è doppia: ti senti diversa e senti di non avere il controllo. E se a questo aggiungi turni di lavoro che stravolgono i ritmi del sonno e dei pasti, il risultato è esattamente quello che descrivi: gonfiore, stanchezza, poca energia e la sensazione che qualsiasi impegno in più sia impossibile da sostenere.

Prima di tutto, una cosa importante. L'endometriosi è una condizione che richiede un accompagnamento medico specifico, e l'aumento di peso legato ai farmaci che stai assumendo va inquadrato insieme al tuo specialista. Non posso e non devo entrare in quell'ambito. Quello che posso fare è aiutarti a ragionare su tutto il resto: come organizzare l'alimentazione con i turni, come muoverti in modo efficace senza devastarti, e soprattutto come costruire un'abitudine che duri, che è il punto su cui hai sempre fatto fatica.

Partiamo da lì, dalla costanza, perché è il vero nodo. Tu dici "vorrei per una volta non abbandonare", e questa frase mi dice molto. L'errore che vedo ripetersi in situazioni come la tua è pensare che servano motivazione e forza di volontà per essere costanti. Non è così. La costanza non nasce dalla motivazione, nasce dalla facilità. Se il piano è troppo impegnativo, troppo rigido, troppo lontano dalla tua vita reale, lo abbandoni. Non per pigrizia, ma perché il tuo cervello lo percepisce come insostenibile. La chiave è costruire qualcosa di così semplice da sembrare quasi troppo facile all'inizio. Poi si alza il livello, ma solo quando la base è solida.

Per l'allenamento a casa, il punto non è "fare ore di palestra". Quello che funziona per una donna nella tua situazione, con poca energia disponibile e orari imprevedibili, è un lavoro breve e mirato. Sessioni di 15-20 minuti, a corpo libero o con un paio di elastici, sono più che sufficienti per iniziare a riattivare il corpo e migliorare la composizione corporea nel tempo. Puoi lavorare su esercizi come affondi, ponte glutei, piegamenti sulle ginocchia, rematore con elastico. Il tipo di lavoro che conta è quello che stimola i muscoli in modo progressivo: non si tratta di sudare il più possibile, ma di dare al corpo uno stimolo di forza a cui adattarsi. E puoi farlo nel momento della giornata in cui ti senti meglio, che sia prima di un turno o dopo aver dormito. Non esiste un orario "giusto" in assoluto: l'orario giusto è quello che riesci a rispettare con regolarità.

Un consiglio pratico che do spesso alle donne che lavorano su turni: non ragionare sulla settimana classica lunedì-domenica. Ragiona su blocchi legati ai tuoi turni. Se hai tre giorni di turno diurno e poi due di notturno, il tuo piano si adatta a quel ritmo, non il contrario. Nei giorni di turno notturno potresti limitarti a una camminata o a 10 minuti di mobilità. Nei giorni più liberi, la sessione vera. Questa flessibilità è quello che fa la differenza tra un piano che regge e uno che crolla alla prima settimana difficile.

Sull'alimentazione, il problema che descrivi è molto comune tra chi lavora su turni: mangiare fuori pasto, a orari sempre diversi, spesso cose veloci e poco bilanciate. Il gonfiore che senti è probabilmente legato in parte ai farmaci e in parte a questo schema alimentare caotico. Quello su cui puoi lavorare da subito, senza stravolgere tutto, è la struttura dei pasti. Non parlo di diete rigide, parlo di avere sempre disponibili opzioni pronte e semplici. Prepararti in anticipo dei pasti da portare al lavoro, anche molto basici: riso o patate già cotti, pollo o uova sode, verdure grigliate, un frutto. Non serve che sia elaborato. Serve che ci sia, così non ti ritrovi a mangiare quello che capita dal distributore automatico o al bar. Nella mia esperienza, il pasto preparato in anticipo è lo strumento più potente per chi ha orari irregolari. Più di qualsiasi regola nutrizionale sofisticata.

Un altro aspetto che spesso si sottovaluta: l'idratazione. Chi lavora di notte tende a bere poco e a compensare con caffè. Provare a portarti una bottiglia d'acqua da un litro e mezzo e finirla durante il turno può già ridurre parte di quel senso di gonfiore diffuso. Non risolve tutto, ma è un tassello concreto.

Quello che ti consiglio come primo passo è fare il bilancio metabolico: ti aiuta a capire dove sei oggi e a costruire un punto di partenza realistico, non basato su aspettative vaghe. Da lì si può ragionare su un percorso adatto alla tua vita vera, non a una vita ideale che non esiste. È lo stesso approccio che uso nel mio programma di coaching personalizzato, dove lavoro proprio con donne che hanno situazioni complesse come la tua: orari difficili, poco tempo, e bisogno di un piano che si adatti a loro e non viceversa.

Un'ultima cosa. Hai 23 anni e stai affrontando una situazione più pesante di quella che molte donne gestiscono alla tua età. Il fatto che tu stia cercando un modo per prenderti cura di te, nonostante tutto questo, è già il segnale che qualcosa è cambiato rispetto alle volte precedenti. Non ti serve un piano perfetto. Ti serve un piano che funzioni il martedì dopo il turno di notte, quando sei stanca e non hai voglia. Se funziona in quel momento lì, funziona sempre.

Questo contenuto ha finalità educative e informative e si rivolge a donne in buona salute che desiderano migliorare la propria forma fisica. Non sostituisce il parere di un medico o di un professionista sanitario. Se hai una condizione diagnosticata o sospetta, consulta il tuo medico prima di modificare la tua alimentazione o il tuo programma di allenamento.

Chi ha risposto

Gabriella Vico - Personal Trainer ed Esperta in Nutrizione

Gabriella Vico

Personal Trainer per donne ed esperta in nutrizione

Specialista nella nutrizione e nell'allenamento femminile, con una doppia laurea in Scienze Motorie e Scienze della Nutrizione Umana.

Ex pallavolista professionista di Serie A, aiuta le donne a ritrovare la forma con allenamenti da casa e un'alimentazione equilibrata. Ha lavorato con migliaia di donne in oltre 15 anni di esperienza.

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